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musica in lutto 

Muore a 49 anni pianista e direttore d'orchestra

Muore a 49 anni pianista e direttore d'orchestra

Torrelaghese, da anni viveva a Roma dove fondò l’associazione lirico musicale “Giovani all’opera"

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VIAREGGIO. «Figlio di un melomane, nato a Torre del Lago, era destino che mi occupassi di canto», raccontava Nicola Della Santina nel maggio dello scorso anno in un’intervista rilasciata a “Sbs Radio”. «Dal 1973-74 ricordo i primi spettacoli ai quali mi portavano i miei genitori», era ancora la voce di Della Santina, pianista, direttore d’orchestra e maestro accompagnatore: «E la celebre caduta del letto cui si era appoggiato il grandissimo Luciano Pavarotti durante la Boheme del cinquantenario della morte di Puccini nel 1974». Oggi il mondo della musica piange la morte prematura di Della Santina, 49 anni, torrelaghese, laureatosi a Pisa, nel 1991-1993 maestro accompagnatore al Festival Pucciniano di Torre del Lago che era casa sua. Un ruolo, quello del “maestro accompagnatore” che Della Santini ha sempre valorizzato, anche per la storia che lo caratterizza nella storia della lirica, e che lo ha visto impegnato in 200 concerti. . Gli studi di pianoforte Della Santina li aveva condotti al Conservatorio “Mascagni” di Livorno. Dove nel 1989 aveva conseguito il diploma in Pianoforte principale, per poi proseguire gli studi e sostenere, nel 1995, l’esame per il settimo anno di Composizione (contrappunto e fuga ).

Lontano dalla Toscana, Della Santina è stato cofondatore dell’associazione lirico musicale “Giovani all’opera “ di Roma, con la quale ha organizzato Masterclasses di canto lirico con Antonietta Stella, Nazareno Antinori e di direzione d’orchestra con Piero Bellugi.

Della Santina ha anche svolto attività didattica presso l’associazione lirico musicale “Giovani all’opera” a Roma.

Descritto da tutti come un grande insegnanti di voci importanti della lirica, nell’intervista dello scorso anno Della Santina così raccontava il proprio ruolo: «Una volta terminata la mi tesi su Madame Butterfly ed alle sei versioni, sentiti il bisogno di aggiungere alla mia formazione le competenze relative al canto. Mi sono trasferito a Roma ed ho iniziato la collaborazione con uno dei più grandi soprani degli anni 50-60 che è Antonietta Stella. E mi sono scoperto una vena di baritono».

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