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Versilia

Gli operatori turistici: «E adesso altri eventi come il Jova Beach Party»

Melania Carnevali
Gli operatori turistici: «E adesso altri eventi come il Jova Beach Party»

Albergatori, campeggiatori e balneari chiedono altri concerti a partire dal 2020 Bracciotti: «Consideriamo questo l’anno zero e iniziamo con i festival»

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VIAREGGIO. La città, dicono, «ha dimostrato ancora una volta di poter ospitare eventi da 40mila persone». Perché tutto «è filato liscio»: la sicurezza, la viabilità, i conti in cassa. E allora, si chiedono, perché non replicare? Perché non riportare su quella mega spiaggia libera della Darsena dieci, cento, mille eventi simil Jova Beach Party da migliaia e migliaia di partecipanti? Ok, non subito. Non domani. «Ma mettiamoci al lavoro per il prossimo anno. Non ci aspettiamo che tra una settimana se ne faccia un altro, ma la prossima estate sì. Ne basterebbero uno o due all’anno, accompagnati da eventi più piccoli, ma continui, magari in piazza Mazzini, che si presta molto bene a concerti», dice Michele Montemagni, titolare di campeggio Bosco Verde e presidente di Assocamping Toscana. . E a lui fanno eco albergatori e balneari, un po’ tutti al settimo cielo per questa boccata d’ossigeno in una stagione estiva che – a detta loro – «proprio non era delle migliori». I due Jova Beach Party, per loro, sono stati (a numero di presenze) un Carnevale fuori stagione piombato dal cielo. «Ce ne fossero di eventi così – dice Maria Bracciotti, presidente dell’associazione albergatori Versilia –. Capiamo che sono eventi particolari, che hanno bisogno di un’organizzazione lunga e complicata, in termini di sicurezza, viabilità e tutto il resto. Però la città ha dimostrato di saperli gestire. Quindi sarebbe bello considerare questo anno l’anno zero dei concerti e partire da qui per creare eventi continuativi. Magari festival. In quella spiaggia, ma penso anche all’area di Bussoladomani. So che i ristoratori non sono molto soddisfatti, quindi, nel caso, andrà pensata meglio anche per loro la prossima volta».

È della stessa opinione Pietro Guardi, rappresentante dei balneari viareggini, proprio loro che (non tutti, solo una parte per la verità) in una prima fase erano scettici sulla riuscita del concerto di Jovanotti (una parte della Darsena, con tutti i suoi stabilimenti balneari, è stata chiusa per due giornate). «Questi due eventi hanno permesso di ridare visibilità a Viareggio e anche al Carnevale, dal momento che Jovanotti è salito sul palco con il cappello da Burlamacco. E abbiamo capito che qui si possono realizzare eventi da 40 mila persone – dice –, che la nostra città è pronta ad accoglierle. Quindi perché non replicare, magari nei mesi di giugno e settembre in modo da aiutare la stagione estiva ad allungarsi? ».

Montemagni ringrazia «tutti gli organizzatori e soprattutto la Prg di Firenze con cui ci siamo incontrati: hanno dimostrato competenza e tenacia. Hanno organizzato questi eventi durante un lungo anno, ma ci sono riusciti alla perfezione. Per noi, eventi come questi, servono per far tornare Viareggio alla Viareggio che fu, quella metà di turismo ambita da tutta Europa, la vera Versilia dove tutti volevano venire in villeggiatura. I due eventi di Jovanotti hanno fatto parlare tanto di Viareggio, quindi ben vengano repliche. Magari si possono pensare anche settimane dedicate al rock».

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