Il Tirreno

Versilia

LA TESTIMONIANZA 

«Ragazzi, ecco perché è una figata pazzesca»

«Ragazzi, ecco perché è una figata pazzesca»

Stefano Maggi è arrivato da Londra per lo spettacolo «Mi sono sentito parte di qualcosa di più grande di me» 

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Da Londra (dove vive dal 2011, è manager della catena di ristoranti Bianco43) a Viareggio, la sua città, per assistere a entrambe le tappe del Jova Party. Così Stefano Maggi, 33 anni, racconta la festa di un mese fa.



Di solito funziona così: un artista si esibisce e la gente lo va a vedere. Invece Jovanotti è venuto dove c’è la gente. In spiaggia. Da noi. E per tutta la giornata lui è stato uno di noi. Non avevo mai visto un suo concerto dal suo vivo. La prima volta, a 33 anni, è stata sensazionale, ancor più speciale perché a Viareggio, nella mia città. Il concerto è durato otto ore, che a me però sono sembrate un secondo, tanto ero coinvolto. Vivo a Londra ormai da diversi anni e quando ho saputo del Jova Beach Party mi sono detto: «Devo esserci anch’io». Trovare un biglietto è stata un’impresa, perché quelli disponibili online erano andati esauriti nel giro di pochi giorni. Ho cominciato allora a chiedere in giro, mandando messaggi alle persone che conoscevo e cercando sui social. Alla fine è andata bene, perché me l’ha ceduto una ragazza. A quel punto ho prenotato il volo: sono arrivato la mattina prima del concerto. Non avevo francamente idea di cosa aspettarmi, pensavo che Jovanotti avrebbe cantato una manciata di secondi nella parte finale del concerto. Ed invece lui è sempre stato presente, entrava e usciva, ma era sempre lì per noi, con noi.

Sono rimasto sbalordito dal modo in cui riesce a tenere il palco: ha una capacità di tenerti incollato allo show, facendoti ballare e cantare a perdifiato, al punto che quasi mi pesava allontanarmi per andare a prendere una birra. Non ho soltanto visto uno spettacolo, perché questo è il Jova Beach, ma me ne sono sentito parte attiva. Ed è una sensazione comune alle migliaia di ragazzi che erano presenti. Mi è capitato in passato di assistere a dei concerti che sembravano promettere bene ma che poi mi hanno lasciato poco. Il Jova Beach Party però me lo sono goduto dal primo all’ultimo istante. Sarà stato anche per il contesto: la sabbia, il mare, l’estate.

La parte migliore è stata quella serale, quando Jova ha cantato i suoi brani celebri. Da pelle d’oca. Sono rimasto impressionato dall’organizzazione: tutto ha funzionato per il meglio, zero intoppi. La coda per prendere da mangiare o da bere scorreva rapida. Neppure in Inghilterra, a volte, accade. Eppure lì ne ho visti di concerti. Fa un po’ specie pensare che Viareggio sia riuscita ad ospitare un evento di simile portata. In altre località italiane le tappe del Jova Beach Party sono state annullate per problemi di vario genere ed avevo il timore che potesse accadere lo stesso qui. Pericolo scampato, per fortuna. Ci sarò anche oggi. Il biglietto me l’ha ceduto la stessa ragazza di un mese fa. Si è trattata di una fortunata coincidenza, perché non mi ero ricordato che il secondo Jova Beach Party si sarebbe svolto proprio durante le mie vacanze estive. E, onestamente, non vedo l’ora di divertirmi ed emozionarmi come la prima volta. O magari di più. —

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