Il presidio
Da New York arriva lo chef Casadei Massari
La star culinaria sarà il titolare del Piccolo Cafè a Manhattan «Un simbolo della nostra cucina nella Grande Mela»
viareggio. Non può mancare il buon cibo al Jova beach party, né lo chef superospite. Che oggi è Michele Casadei Massari, direttamente dal suo ristorante Piccolo Cafè New York.
«Al Jova beach – dicono gli organizzatori – ci saranno i food truck selezionati da Filippo Polidori, in base a requisiti di qualità e di sostenibilità, con cibo buono per tutti i gusti e prezzi giusti».
Grande attenzione per la proposta alimentare coordinata da Filippo Polidori, food guru del Jova Beach Party, con sette speciali food truck, che completano l’offerta dei punti di ristorazione più tradizionali curati da Fabrizio Celli. Al Jova Beach si potranno gustare il sushi, i panini gourmet, la pizza romana, i panini con la carne, ma anche la cucina vegana, gli arrosticini e una grande varietà di frutta bio.
Dopo la presenza di Giuseppe Mancino, chef del Principe di Piemonte, al primo concerto viareggino di Jovanotti stasera il protagonista culinario sarà Michele Casadei Massari, direttamente dal suo ristorante Piccolo Cafè New York.
Classe 1975, nasce in Romagna, a Riccione per la precisione, e ben presto si accorge della sua passione per la cucina, passione trasmessagli dal nonno Gigi, figura determinante nel percorso di vita di Michele, il quale ha vissuto a Bali, in Asia, prima di approdare nella Grande Mela soltanto otto anni fa. L’ascesa di Michele a New York è avvenuta in un breve lasso di tempo, grazie alle sue capacità e al suo ottimismo nell’affrontare le nuove sfide che la vita gli presenta davanti.
«Michele – affermano gli organizzatori – è founder ed executive Chef del Piccolo Café, che conta ben quattro locali a Manhattan, oltre a vantare la collaborazione con i più prestigiosi clienti nella moda e della finanza oltreoceano. La sua è una cucina che racconta del paese più bello e più buono del Mondo (e anche pazzo) e lo fa attraverso una materia prima che non ha bisogno di trasformazioni, anzi non si deve fare. Per arrivare a questo, ha selezionati artigiani del cibo che tratta direttamente, anche perché sono talmente piccoli che non avrebbero neppure il prodotto».
Per quanto riguarda le bevande, che nel primo appuntamento jovanottiano qualche polemica l’hanno creata (decisamente care le birre che venivano vendute passando tra gli spettatori del concerto), l’organizzazione ricorda: «Essendo vietata dalla legge la possibilità di introdurre nei luoghi di spettacolo contenitori chiusi, e non potendo contare in tutte le spiagge sull’allaccio di acqua potabile, l’acqua sarà distribuita in bottigliette da mezzo litro (1,50 euro, il prezzo più basso applicato nelle manifestazioni pubbliche) che saranno riciclate al 100% e trasformate in coperte di pile, donate ad associazioni di volontariato per le persone bisognose, e in set di magliette per fare sport da regalare ad associazioni sportive, in ciascuna delle tappe toccate dal Jova Beach. Con le altre plastiche (per esempio, quella degli imballi obbligatori) saranno realizzate arredi urbani per i comuni ospiti e passerelle per l’accesso in spiaggia per le persone con disabilità». —
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