Il presidio
La sicurezza prima di tutto
Scalette, spalliere di metallo, assi battipiede e un percorso tutto interno per le auto così da non mescolare i mezzi con gli spettatori
VIAREGGIO. Ieri sera l’ “invasione”: tutto il materiale per lo spettacolo - audio, video, luci, telecamere, costumi, gli stand dell’offerta alimentare degli sponsor - è arrivato da Lignano Sabbiadoro, spiaggia che ha fatto il bis del “Jova Beach Tour” come Viareggio domani. Così il cantiere sulla spiaggia del Muraglione, ieri all’ora di pranzo, godeva dell’attesa, in una quiete quasi irreale. Giovanni Lanzetta, una tesi sull’esperienza del “Modena Park” di Vasco Rossi, ha imparato a memoria la mappa dell’area dell’evento, in piena zona portuale, e conosce tutti i problemi che ha posto agli organizzatori, la fiorentina “Prg”.
La parola d’ordine è “vie di fuga”: non solo lungo la spiaggia degli stabilimenti della Marina di Levante, ma anche al Triangolino, oggi zona di cantiere, domani sera area di eventuale raccolta degli spettatori in caso di emergenza. Tutti i percorsi sono delineati dalle transenne, compresi quelli che portano al concerto dall’area dei cantieri (DR12) e dalla postazione della Croce Verde. «L’accesso sul viale Europa», spiega Lanzetta, «sarà destinato esclusivamente ai mezzi di soccorso. Per i mezzi autorizzati a muoversi nell’area spettacolo è stata progettata una viabilità interna». Che porta i mezzi a “sbucare” all’altezza del cantiere Fratelli Rossi: «Così da non correre alcun rischio di mescolare auto e spettatori», sottolinea Lanzetta.
L’ingresso dalla spiaggia della cooperativa “Altro Mare” è stato dotato di stuoie a terra, per facilitare lo scorrere delle ruote delle carrozzine dei disabili, sottolinea Massimo Gramigni, uno dei due soci della “Prg”, che aggiunge: «È stata un’idea di Marco, il bagnino e socio dell’Altro Mare». L’area riservata ai disabili è sotto il palco e all’ingresso arrivano con le navette della Misericordia da via Angelo Giorgetti.
Lungo il Muraglione ci sono tre accessi dotati di scalette. In cima alle quali è stata chiusa qualsiasi possibilità di mettere un piede in fallo attraverso il posizionamento di tavole “battipiede”. Èd è una novità rispetto al concerto di luglio. Retro palco c’è la “trincea” di sacchi neri, riempiti di sabbia, a fare da argine all’acqua nel caso il mare decidesse di arrabbiarsi.
All’ingresso del muraglione, sulla scaletta, è spuntata la “spalliera” in metallo:così che nessuno rischi di finire di sotto. Inevitabile chiedere agli organizzatori di lasciarla montata post concerto. Ma non si può. Perché la Diga foranea è area portuale. Se diventasse demanio comunale, ridisegnando i confini del porto come propone da tempo l’Autorità portuale regionale al Comune, potrebbe diventare una vera passeggiata vista mare.
Dall’alto del palco che ancora non vibra di note e passi la spiaggia di Levante si stende in tutta la sua meraviglia pre settembrina. Per dirlo con Jovanotti, “prima che il vento si porti via tutto e che settembre ci porti una strana felicità, pensando a cieli infuocati ai brevi amori infiniti, respira questa libertà». —
Donatella Francesconi
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