Il Tirreno

Versilia

verso le elezioni 2020 

Per Forza Italia spunta il nome di Meciani, imprenditore del turismo

D.F.

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VIAREGGIO. Posta su Facebook una foto che lo vede al Premio Viareggio tra Walter Veltroni, ex sindaco di Roma e molto altro, ed il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, per dichiarare che «si può essere amici anche venendo da culture politiche differenti, si può essere amici lavorando da sponde diverse per gli stessi obiettivi della città e delle imprese, si può fare politica riconoscendo i valori differenti». La voce è quella di Alessandro Meciani, assicuratore ed imprenditore del settore turistico a Viareggio, nome che circola già come possibile candidato a sindaco 2020 per Forza Italia. «Non sono candidato...per ora», dichiara l’interessato al Tirreno. Poi aggiungendo: «Adoro questa città che mi ha dato tutto quello che ho oggi. Potrebbe essere arrivato il momento di restituire qualcosa...».

Il rapporto con Forza Italia si è sviluppato anche grazie al fatto che «il valore di non essere storicamente in un partito sembra essere un valore, oggi». A Viareggio Meciani guarda da una parte con l’esperienza «di chi si occupa della gestione dei risparmi delle famiglie» e dall’altra con la forza dell’esperienza imprenditoriale (stabilimento balneare “La Pace” ed Hotel Thaiti). In una Viareggio, continua l’imprenditore, «che per quanto riguarda l’offerta turistica attrae quella che viene definita “fascia del lusso sostenibile”».Ovvero quella classe media che ancora riesce a strappare due settimane al mare, magari alternando nonni e genitori nello stesso periodo.

«Se non abbiamo un po’ di coraggio», è la ricetta di Meciani, «non vinceremo mai la partita del rilancio della città». Quale sia la partita è presto detto: «Il default della città mi aveva ferito e l'avevo subito con tristezza. Adesso siamo in evidente ripresa, è stato fatto un lavoro pazzesco e, soprattutto, è stata ridata dignità al nostro territorio. Il bello e il più difficile deve ancora venire: questo è il momento di chiamare a raccolta le migliori teste pensanti e progettare il punto di atterraggio del duro lavoro fatto sulla città. Quale è il futuro di Viareggio? Che tipo di turismo vogliamo intercettare? Il commercio e le imprese che strategie dovranno adottare per migliorare la propria condizione? Il sociale con quali strumenti potrà essere sostenuto? Lo sport avrà ancora la possibilità di esistere? L'arte e la cultura come potranno fare un grande salto di qualità? Sono domande semplici ma nelle risposte c'è il futuro dei nostri figli». Ed è già campagna elettorale. —

D.F.

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