Il Tirreno

Versilia

il racconto choc di una ventenne 

Si risveglia ferita in pineta: forse drogata

Sabrina Chiellini
Si risveglia ferita in pineta: forse drogata

La giovane e una serata da incubo: «Avevo tagli e lividi, non ricordo nulla, mi hanno messo qualcosa nel bicchiere»

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VIAREGGIO. «Quando mi sono ripresa non ricordavo nulla. Ero nella pineta, dietro a un noto locale. Era notte. Sono entrata nel panico, non trovavo il cellulare. Avevo un taglio su un braccio, nella mia mente c’era il buio totale. Ricordo di avere bevuto Vodka, ma non in una quantità da ubriacarmi. Eppure per una strana amnesia non ricordavo nulla». Angela, le diamo un nome di fantasia per tutelarla, ha 21 anni e studia all’Università di Pisa. Nel fine settimana, in particolare d’estate, trascorre spesso le serata nei locali della Versilia. Un drink, la musica, il divertimento.

Ci va anche nell’ultimo fine settimana di agosto ma la notte la finisce al pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Ha contusioni a un braccio e a una gamba. È come se fosse caduta per terra. Sul braccio ha una ferita, che dovrà essere medicata con alcuni punti di sutura. Ma la giovane non sa come si è procurata quel taglio e non sa nemmeno come mai si è ritrovata nella pineta. Anche nel referto dell’ospedale Versilia, il medico registra la presenza di ematomi e il taglio al braccio in “paziente che non sa riferire la dinamica dell’accaduto”.

Nel referto si parla anche di incidente per strada, di dinamica accidentale e niente di più. Nessun ulteriore approfondimento viene richiesto. Solo che la studentessa non si sente bene. Ritiene di non essersi ubriacata, qualcosa non torna. «Siamo stati male io e un mio amico che aveva fatto la stessa bevuta. L’amnesia si spiegherebbe solo con il Ghb», racconta la giovane che dice di essersi rivolta sia al Sert che ai carabinieri per capire cosa può fare una persona che, come lei, si trova a vivere un incubo.

«Nella mia mente c’è il buio totale, si potrebbe spiegare con questa sostanza, che ha l’effetto di un sedativo e causa proprio forme di amnesia. Il mio amico si è sentito male, ha rimesso, dopo avere avuto un malore. Qualcuno potrebbe avere messo quella sostanza nella nostra bevuta?».

Per ora le domande della giovane sono destinate a restare senza risposta. «Sto valutando come la mia famiglia se presentare una denuncia contro ignoti. So bene che è passato troppo tempo per verificare con le analisi se sono stata “drogata”. Ma al tempo stesso ho deciso di raccontare la mia storia perché sono convinta che in quel locale sia successo altre volte. I primi a parlarmi di Ghb sono stati i barellieri mentre mi trasportavano al pronto soccorso dell’ospedale. È tutto strano».

Il Ghb è noto anche come droga dello stupro premeditato. E negli ultimi tempi sta diventando molto familiare nelle discoteche di mezzo mondo. «I miei amici dicono che non mi sono mai allontanata dalla discoteca. Che mi hanno visto per terra, hanno provato ad alzarmi e io ho fatto resistenza. All’ospedale ero in confusione totale, ho rifiutato le analisi, ho sbagliato. Ora non penso che a questo, a cosa possa essere successo. È chiaro che ho perso i sensi, sono svenuta e quando mi sono svegliata ero ferita. Mi sono sentita dire in questi giorni che anche presentando una denuncia non si saprà cosa è successo. Invece è giusto che si sappia cosa può capitare. E a ripensarci quel bicchiere di Vodka per qualche minuto è sfuggito ai nostri occhi». —

Sabrina ChielliniI

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