Il Tirreno

Versilia

NOVE ANNI DOPO LA MORTE 

La mamma di Daniele non si arrende: pronta a una nuova denuncia

Roy Lepore
La mamma di Daniele non si arrende: pronta a una nuova denuncia

Cira Antignano presenterà un esposto contro l’ospedale di Nizza che non ha mai restituito gli organi del figlio alle autorità italiane

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Nove anni dopo la morte avvenuta nel carcere francese di Grasse, la madre di Daniele Franceschi non si arrende. Cira Antignano ha annunciato che denuncerà i vertici dell’ospedale Pasteur di Nizza per la mancata restituzione degli organi del figlio. Per questo ha già conferito l’incarico al suo legale, l’avvocato Aldo Lasagna, che inoltrerà un esposto ipotizzando il reato di sottrazione e manipolazione degli stessi organi, alla luce anche della lettera inviata nel marzo scorso da un sedicente compagno di cella di Daniele, a firma Sadiq Prison, che ipotizzava che fosse avvenuto qualcosa di molto grave.

Nella lettera si faceva riferimento a un macabro espianto degli organi del trentaseienne viareggino che non furono mai restituiti alle autorità italiane per eseguire una regolare autopsia a causa delle condizioni in cui il cadavere fu riconsegnato. Nonostante varie assicurazioni e promesse, la restituzione degli organi più volte richiesta non è mai avvenuta. Da qui la decisione di procedere con la nuova denuncia.

«Ogni anniversario - dice Cira Antignano - è un dolore enorme per me, ma tutti i giorni il pensiero è sempre rivolto al ricordo di Daniele che ho visto partire da casa e che non è più tornato. Una vicenda avvolta da troppi misteri, la sua morte. Adesso tramite l'avvocato Aldo Lasagna che ci ha seguito in tutto questo nostro doloroso percorso, cerchiamo di mantenere ancora alta l'attenzione su questa vicenda. Almeno questo è ciò che ci auguriamo, perché non è sopportabile per una mamma tutto quello che è stato fatto a Daniele».

Del caso Franceschi si sono occupati a più riprese anche alcuni esponenti della politica italiana per sensibilizzare le autorità francesi a fare piena luce sulla vicenda. Nel corso degli anni ci sono state la condanne nei confronti di un medico e un’infermiera del carcere di Grasse ritenuti responsabili della morte di Daniele e l'assoluzione per un'altra infermiera. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera