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Morte di Panariello: per la Cassazione sentenza da rivedere

Donatella Francesconi
Morte di Panariello: per la Cassazione sentenza da rivedere

Torna all'esame della Corte di appello di Firenze la morte del fratello del famoso comico toscano

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VIAREGGIO. Torna alla Corte d’Appello di Firenze la vicenda della morte di Franco Panariello, fratello dell’attore e comico Giorgio Panariello. Così ha deciso la Cassazione, ieri, esaminando il ricorso presentato dall’avvocato Massimo Neri dello studio viareggino “Regia Lex” che in terzo grado difendeva Stefano Simoncini, di Pietrasanta, condannato ad 1 anno e 6 mesi per omissione di soccorso con l’aggravante dell’omissione che ha provocato la morte. In primo e secondo grado Simoncini è stato difeso dagli avvocati del Foro di Lucca Tiziana Pedonese e Maurizio Dalla Casa.

La Cassazione, nel confermare l’omissione di soccorso e relativa condanna, ieri ha però rinviato alla Corte d’Appello di Firenze il giudizio sull’aggravante. Di fatto contestando l’impostazione dei giudici di secondo grado su questo aspetto specifico della vicenda. Passaggio significativo - sottolineano i legali - sia per l’entità della pena, sia per tutto quanto riguarda le statuizioni civili e la provvisionale (30mila euro, così era stato stabilito dal Tribunale di Lucca, in primo grado).

Franco Panierello era stato trovato agonizzante in un giardinetto di Città Giardino, a Viareggio, la sera del 27 dicembre 2011. Data in cui, con tre amici, aveva deciso di procurarsi dell’eroina da iniettarsi.

Ma nella sostanza che il terzetto era riuscito a trovare, invece della droga c’era un farmaco che ha procurato una reazione allergica al fratello dell’attore. Che gli amici hanno lasciato per strada, avvisando i soccorsi con una telefonata anonima. —
 

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