Il Tirreno

Versilia

Sui carri più piccoli sfileranno leoni, maiali, il genio italico e un solo politico: Salvini

Simone Pierotti
Sui carri più piccoli sfileranno leoni, maiali, il genio italico e un solo politico: Salvini

Ecco i temi delle costruzioni di seconda categoria: dai pericoli che minacciano flora e fauna all’attenzione per i bambini  

3 MINUTI DI LETTURA





I BOZZETTI

Delle due categorie più importanti del Carnevale è quella dove sopravvive la satira politica e già questo dovrebbe costituire di per sé un motivo d’interesse per seguire il concorso dei carri piccoli. Se poi ci aggiungiamo il meccanismo di promozioni e retrocessioni che scatterà con i verdetti e le classifiche, il gioco è fatto. Tra flora e fauna sempre più minacciati dall'uomo, tra l'esaltazione della genialità italiana e l'attenzione ai bambini, ecco cosa raccontano le costruzioni di seconda categoria del Carnevale 2020, i cui bozzetti sono stati presentati alla Cittadella.

A caccia di un lieto fine di Luca Bertozzi. Niente satira politica o faccioni di capi di stato: stavolta Bertozzi decide di concentrarsi sull’ambiente. E, nello specifico, sulla tigre, maestosa ed elegante, fiera e potente, animale un tempo venerato che adesso rischia l’estinzione. Il carro racconta la storia di una famiglia che lotta con tutte le sue forze per garantire un futuro alla biodiversità del nostro pianeta, nella speranza che l’uomo si metta - appunto - a caccia di un lieto fine.

Quei gran geni di… di Priscilla Borri e Antonino Croci. I campioni della passata edizione omaggiano l’ingegno made in Italy con particolare attenzione a Leonardo da Vinci. Dalla radio al telegrafo, dalla bussola al cannocchiale, tanti inventori del nostro Paese hanno contribuito all’evoluzione del sapere e del genere umano. L’auspicio dei due carristi è che i geni contemporanei, sciolti i nodi di ataviche questioni, si adoperino per (tornare a) far volar alto il nome dell'Italia.

L’amaro italiano di Edoardo Ceragioli. Se è vero come avrebbe detto Andreotti che “se non finisci sui carri del Carnevale di Viareggio non sei nessuno”, il leader leghista Matteo Salvini può stare tranquillo: è lui il protagonista di questa costruzione che denuncia le ultime tendenza di propaganda politica. L’Italia è qui una donna affascinante che sorseggia il Marenegro, un amaro servitole da un Salvini barista, per mandar giù le notizie sui naufragi dei migranti.

Giù le mani di Franco Malfatti. In un paese civile l’affido dei minori deve essere un comportamento ineccepibile, ma come tutelarli se con loro non ci si prende cura anche delle loro famiglie? Se lo domanda il costruttore con questo carro che vede al centro due fanciulli circondati da miriadi di fiori. Succede che in più di un caso, per interessi economici, il diavolo ci metta lo zampino: e allora “Giù le mani da bambini” sembra gridare Malfatti.

S’i fosse foco di Luciano Tomei. L’incipit di un celebre sonetto di Cecco Angiolieri, poi rielaborato dal cantautore Fabrizio De André, diventa l’occasione per denunciare i devastanti incendi causati dalla mano dell’uomo, qui raffigurato come un maiale tipico della grafica ottocentesca, che distrugge interi boschi. Ma cosa si nasconde dietro la mano dei piromani? Folle mania, criminalità o il desiderio di sentirsi potente? Un quesito tutto da sviscerare. —

Simone Pierotti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana