Il presidio
Più vicina l’asta per la villa di Compignano
massarosa. È fallita la società “Fattoria di Compignano srl” (sentenza del Tribunale del 7 agosto scorso), il diamante più brillante di quello che fu l’enorme gruppo immobiliare che faceva capo a Giuliano Baldini, storico imprenditore delle vernici scomparso nel 2017. È proprio fra i beni di questa società, controllata dalla holding Gruppo Baldini, che si trova Villa Paolina, adagiata sulle colline di Compignano che guardano il lago di Massaciuccoli e il mare. A fine maggio era stato decretato il fallimento per la capogruppo, oggi stessa sorte tocca alla controllata. È dunque più che probabile che la grande villa (che è stata residenza di Elisa e Paolina Bonaparte) finisca all’asta giudiziaria nel giro di qualche mese.
Tre anni fa, quando divenne di dominio pubblico il tentativo di vendita di villa Paolina, il prezzo fu fissato sui 13 milioni di euro. Se andrà all’asta giudiziaria è probabile un taglio della cifra, che potrebbe scendere intorno ai dieci milioni. Un affare che resterebbe appannaggio di pochi, ma che potrebbe attirare chi è in cerca di un posto veramente esclusivo e carico di storia all’interno delle stanze e lungo i viali dei giardini.
La villa venne costruita fra il Cinque e Seicento da Stefano Nieri, ma raggiunse la magnificenza solo nel XVIII secolo, quando venne acquisita dalla famiglia Mansi, che la trasformò e vi realizzò lo stupendo giardino all’italiana. Nel 1812, dopo l’arrivo in Italia e a Lucca di Napoleone, la sorella Elisa Bonaparte, innamorata della villa e della vista mare, acquista la proprietà da Raffaele Mansi. Tutto cambia il 5 marzo del 1815. Bonaparte è scappato dall’Elba e l’altra sorella Paolina da Viareggio viene imprigionata dalle propaggini italiche della Santa Alleanza e portata a Compignano, dove resterà 100 giorni, fino al 5 giugno. —
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