Il presidio
La rivalità (e la stima) con Silvano Avanzini
Arnaldo dedicò al “nemico” di sempre la vittoria del ventesimo primo premio «Senza di lui non avrei avuto gli stimoli che mi hanno fatto vincere così tanto»
Dici Arnaldo Galli e pensi a Silvano Avanzini. Se c’è stato un dualismo che ha fatto epoca nel Carnevale di Viareggio, è quello che - dall’inizio degli anni Sessanta fin quasi alla fine degli anni Novanta - ha visto l’un contro l’altro armati i due grandi duellanti della cartapesta. Una rivalità accesa, sanguigna, talvolta sfociata anche oltre i limiti della sfida artistica. Ma dietro la quale si nascondeva comunque una reciproca stima. Quantomeno professionale. E quando Arnaldo Galli - grazie alla Ballerina realizzata nel 2004 insieme con Lebigre e Roger - vinse il suo ventesimo primo premio, volle dedicare la “seconda stella” proprio a Silvano Avanzini, scomparso quasi quattro anni prima: «Senza di lui - disse - non avrei avuto quegli stimoli che mi hanno portato a vincere così tanto...»
Alessandro Avanzini, figlio minore di Silvano e suo erede artistico agli hangar, di quella rivalità ha sentito parlare spesso. Anche se l’ha vissuta senza esserne stato testimone diretto. «Questo dualismo mi è sempre arrivato filtrato attraverso le parole e le emozioni di altri. Per questo - spiega - non amo parlarne pubblicamente. Sicuramente lo hanno vissuto con maggior partecipazione personale i miei due fratelli maggiori. Ma a molti degli episodi di cui sento parlare e intorno ai quali è nata anche una sorta di leggenda non ho avuto modo di assistere».
Per Alessandro Avanzini a stimolare questa rivalità era stato proprio Arnaldo. «Mio padre - racconta - non vedeva il suo rapporto con Arnaldo come un dualismo di tipo artistico, ma semmai di altro genere. Aveva una diversa impostazione e, pur tenendoci a far bene e anche a vincere, Silvano era tutto meno che competitivo. Naturalmente in quegli anni erano loro due a giocarsi quasi sempre la partita e quindi era inevitabile che si creasse questa rivalità. Ma rappresentarli come i Coppi e Bartali della cartapesta, a mio modo di vedere, è un errore».
La storia del Carnevale dice che i due lavorarono gomito a gomito per tre anni. Poi, nel 1950, si separarono. E il posto fra i carri di prima categoria restò a Silvano Avanzini, mentre Arnaldo Galli dovette ripartire dalla Seconda categoria, dove - senza meccanismo di promozioni né retrocessioni - restò per più di dieci lunghi anni. Una esclusione che Galli ha sempre attribuito in primis ad Avanzini, ma anche agli altri carristi che volevano tenerlo ai margini perché preoccupati del suo talento.
«So che mio padre di questo parlava sempre con grande fastidio. Ricordo ancora una lunga intervista con Massimo Mazzolini - prosegue Alessandro Avanzini - che lo stimolò più volte su questo tema della rivalità. E lui non nascose tutta la sua irritazione».
Eppure i due si stimavano. Come quando, alla vigilia del Carnevale 2000, Il Tirreno promosse un referendum fra i carristi all’epoca in attività di cui mi occupai personalmente su quale fosse stato il carro del secolo che si stava per chiudere. E ciascun costruttore - per ovvi motivi - non poteva indicare un proprio carro. Arnaldo Galli scelse Ballata selvaggia realizzato da Avanzini insieme a Francesco Francesconi. Ma confermò la propria scelta solo dopo essersi assicurato che il rivale Silvano aveva a sua volta votato per un suocarro (La bomba, che poi risultò essere il carro più votato). Un piccolo aneddoto. In cui però - nel bene e nel male - c’è tutto Arnaldo Galli. —
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