Il Tirreno

Versilia

Duemila in delirio per il leader della Lega «Matteo siamo con te»

Luca Basile
Duemila in delirio per il leader della Lega «Matteo siamo con te»

Salvini fa il pieno in Versiliana, costretta a far entrare anche chi era rimasto fuori «Chi mi contesta sono i soliti che partono da Viareggio e fanno tappa qui»

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La Versiliana è un delirio: oltre 2.000 anime, sudate e stropicciate dal sole, affollano l’area del teatro. Troppo piccolo, infatti, lo spazio Caffè, per ospitare l’incontro. Altre 300, forse 400, non riescono ad entrare, fanno ressa intorno alle transenne, spingono, si arrabbiano, gridano. Qualcuno si sente male. Il Salvini-day, andato in scena nel tardo pomeriggio di ieri nell’ombra rarefatta del parco, conferma le premesse del giorno prima: tutto esaurito per l’appuntamento dell’estate e adrenalina a mille. «Vogliamo vedere Matteo, fateci entrare», grida chi è rimasto ai margini. Lui, Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, è già sul palco a rispondere alle prime domande di Alessandro Sallusti: il popolo della Lega pende dalle labbra del proprio leader che sceso dall’auto, all’ingresso del parco, è stato travolto: fischi ma anche abbracci, ’Bella ciao” ma anche selfie. Dentro, però, il popolo leghista è compatto, gaudente, quasi estasiato un applauso ogni 30 secondi, un «Sei grande» ogni due minuti, mentre gli epiteti rivolti a pentastellati e renziani non si contano più. Signore abbronzate con eleganti zeppe ai piedi, ragazzi in maglietta e bermuda, uomini con la camicia bianca e il fazzolettino di ordinanza nel taschino che alzano il cellulare al cielo per calibrare il migliore video possibile di una chiacchierata scandita da «Portaci al voto», «Sei un grande», «Non mollare», «Basta sbarchi». Salvini si compiace, anche se l’eloquio e le battute, forse per la stanchezza, non sembrano essere quelle dei giorni migliori. «Ho visto, fuori dalla Versiliana, delle bandiere rosse. Mi dicono che sono bandiere itineranti: partono da Viareggio, fanno tappa qui a Marina di Pietrasanta e poi si fermano, ad epilogo, a Massa», rilancia Salvini e la platea si esalta. «Mai vista così tanta gente in decenni di Caffè alla Versiliana: ad un certo punto – dice uno degli addetti del Fondazione – i vigili del fuoco sono stati costretti a fare entrare altre persone nella zona del teatro, altrimenti ci sarebbe stato un problema di sicurezza». Platea che torna ad applaudire con ferocia. «Oggi sono stato due ore in spiaggia: un momento di tranquillità. Poi mi hanno chiesto una foto e da quel momento in poi potete immaginare. Ma tutto questo affetto – continua Salvini – è bellissimo. Mi hanno passato al telefono una bambina di 11 anni che mi ha chiesto “perché non votiamo, Matteo?” Ecco, in un paese democratico, non ci sarebbero dubbi, si andrebbe al voto, ma io ritengo giusto aspettare domani, quando il premier Conte riferirà. Vedremo, anche se l’idea di un paese in mano a 30 renziani, come sembra essere, mi fa venire i brividi. Se dovesse nascere, eventualità alla quale mi opporrò in ogni modo, un governo Pd-5 Stelle proporrò – dice Salvini – che il primo incontro pubblico lo facciano a Bibbiano». E all’evocazione di Bibbiano le anime, mai silenti, del teatro, si esaltano come non mai. Il resto scivola via fra promesse d’amore reciproche, «Non lasciatemi solo», butta lì il Capitano, «Sempre con te», risponde in coro la platea. Ed è già tempo di selfie. —





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