Il Tirreno

Versilia

Anche Cristiano Ronaldo e Greta sui carri dei corsi mascherati

Simone Pierotti

Ecco i temi della prima categoria: trionfano Internet, i social e due personaggi simbolo Niente satira politica: di Salvini, Renzi, Trump e compagnia bella non c’è traccia 

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i bozzetti



Una bambina che si batte per lo sviluppo sostenibile, a fronte del cambiamento climatico che sta stravolgendo il mondo, e uno dei calciatori più forti e iconici al mondo. E poi i social e Internet grande fonte di sapere – ma anche di ignoranza – che al tempo stesso ci isola dagli altri, l’altruismo, l’amore in tutte le sue sfaccettature, l’intelligenza artificiale, le corride.

I grandi protagonisti della prossima edizione del Carnevale sono la giovanissima attivista svedese Greta Thunberg e Cristiano Ronaldo, il fuoriclasse della Juventus. E se sessant’anni fa precisi precisi la satira politica irruppe di prepotenza con il carro “Carnevale al vertice” di Silvano Avanzini, oggi se ne perdono le tracce: resistono solo Salvini e Trump fra le costruzioni minori, ormai sparito – anzi “rottamato” – Renzi e con lui tutto l’arco parlamentare italiano.

#Nelpaesedellemeraviglie 2.0 di Jacopo Allegrucci. Come suggerisce il titolo, il celebre romanzo di Lewis Carroll viene qui rielaborato dal campione in carica dei carri grandi per denunciare la mania per i social media: like, post, tweet e stories raccontano una realtà fittizia che di meraviglioso non ha nulla e soprattutto annientano la voglia di creare nuove relazioni interpersonali, alimentando invece l’ego.

Il grande balzo di Alessandro Avanzini. L’avanzata dell’economia cinese è il soggetto della costruzione di Avanzini: una tigre robotica con le insegne del gigante asiatico – c’è pure il fiore di loto della compagnia telefonica Huawei – soverchia un Topolino emblema della cultura pop statunitense. Alle spalle un paravento di pittogrammi dorati, di apparente lingua cinese, scherma un muro di containers simboli della globalizzazione del commercio.

Né di Eva né di Adamo di Massimo e Alessandro Breschi. Ancora satira di costume per i fratelli Breschi che denunciano l’omofobia: simboliche figure ballano un valzer alle pendici di un tempio antico sovrastato da particolari cigni che rappresentano la purezza e la poesia d’amore. “Non ha sesso o distinzione, né colore o religione, nasce insieme all’Universo, non chiamarlo mai diverso” scrivono in rima i due carristi.

Robotika: intelligenza artificiale di Luigi Bonetti. Un gigantesco volto umano che rivela al suo interno la robotizzazione compiuta domina la costruzione dedicata alle implicazioni dell’intelligenza artificiale: ma davvero i robot soppianteranno l’essere umano in un futuro non troppo remoto? Per il carrista l’unica certezza è che “i robot non potranno mai avere i sentimenti, almeno fino ad oggi”. Già.

Idol di Umberto, Stefano e Michele Cinquini. Eccolo, il carro che ha per protagonista Cristiano Ronaldo: il fuoriclasse portoghese diventa qui un moderno Frankenstein, prodotto dalla fabbrica degli dei come nuovo personaggio da idolatrare e che, al contempo, influenza la nostra quotidianità avanzando tra la folla adorante. “L’Idolo è il mio schiavo di cui sono schiavo” osservano con amarezza i tre carristi.

Abbracciami è Carnevale di Fabrizio Galli. La nuova opera di Galli è prima di tutto un inno all’altruismo che cita il compianto filosofo Luciano De Crescenzo con la sua frase “Siamo angeli con un’ala soltanto e possiamo volare solo restando abbracciati”: i filamenti del Dna formano personaggi della conoscenza universale, mentre un sorridente Re Carnevale invita il pubblico delle sfilate ad abbracciarsi.

Home sweet home-nessun posto è come casa di Lebigre-Roger. I personaggi di un classico della letteratura come “Il mago di Oz” diventano allegoria, per un monito all’umanità, di impegno verso un nuovo mondo possibile. La protagonista Dorothy è qui interpretata da Greta Thunberg nell’inconfondibile mantellina gialla e con il globo terrestre tra le mani: alle sue spalle spuntano il leone, l’uomo di latta e lo spaventapasseri.

Olé di Carlo Lombardi. Da Hemingway a… Hemingway. Dopo il “Per chi suona la campana” di un anno fa, Lombardi s’ispira più o meno direttamente a “Morte nel pomeriggio”, il saggio dello scrittore americano dedicato alla tauromachia in Spagna: il carro è dunque una denuncia delle corride, dove il toro per una volta sventola una “muleta rossa” e la mostra ad un torero spaventato.

Beata ignoranza di Roberto Vannucci. Un grande centauro incarna l’ignoranza sempre più dilagante moltiplicata dai social, dai reality, dalla scuola e dalla politica: con una scure abbatte torri di libri. Così Vannucci ci mette in guardia dalla doppia faccia di Internet che da un lato contribuisce ad arricchire la nostra conoscenza, ma dall’altro rende sempre più difficile distinguere fra cultura e disinformazione.



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