Italia
Muore a 49 anni, lo trova in casa la sorella
Andrea Leonardi ucciso da un malore. Era il cugino della vicesindaca di Seravezza e lavorava nella Misericordia
La sorella lo stava aspettando per cena, la sera di Ferragosto. Avevano un appuntamento e non era da lui arrivare in ritardo, senza avvisare poi. Così è andata a cercarlo direttamente a casa e lì lo ha trovato. Senza vita. Ucciso con tutta probabilità (verrà fatta l’autopsia, ma non ci sono elementi che facciano pensare ad altre ipotesi) da un malore. Andrea Leonardi aveva 49 anni; ne avrebbe compiuti 50 a dicembre.
Era il cugino della vicesindaca del Comune di Seravezza, Valentina Salvatori, e nipote quindi del presidente della Misericordia di Seravezza, Piergiorgio Salvatori.
Lavorava da poco alla Co. mi. ser, la cooperativa fondata dalla Misericordia. Ma era anche volontario della stessa associazione, come della Pro Loco di Seravezza.
Era un uomo molto impegnato nel sociale e nella vita di paese, tanto che «si era fatto amare sin da subito dai seravezzini», lo ricorda con affetto la vicesindaca contattata da Il Tirreno. Donava tempo agli altri, senza chiedere nulla in campo. Neppure una lode. Il vero senso del dono.
Andrea Leonardi si era trasferito da poco da Querceta a Seravezza, ma non ci aveva messo molto a farsi conoscere. «Era veramente una persona molto socievole, conosceva tutti. Questo non è un dramma solo familiare, ma di una comunità intera, perché tutti gli volevano veramente bene. Non poteva essere diversamente. Era buonissimo e sempre disponibile», dice di lui la cugina.
A Seravezza viveva solo, ma vicino alla sorella minore, Silvia Cope. L’amata sorella che lo ha trovato senza vita. Aveva anche un fratello, Adriano. Ed erano tutti molto legati. I genitori, Maria Eletta Barberi e Pietro Cope, sono molto conosciuti sul territorio: avevano il Tennis club Versilia a Querceta, adesso chiuso.
I funerali non sono stati ancora fissati. Sul corpo dovrà essere infatti effettuata prima l’autopsia per stabilire con certezza la causa della morte, anche se sembrano non esserci dubbi sul fatto che si sia trattato di un malore. È tutto rimandato quindi a settimana prossima.
I messaggi di cordoglio sono struggenti e infiniti. Il primo quello della Misericordia di Seravezza: «Ciao caro Andre».
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