Italia
Il primario del Pronto soccorso: serve una Tac per ridurre le attese
L’apparecchio velocizzerebbe diagnosi vitali all’interno del reparto che dall’inizio di luglio a metà agosto ha registrato quasi 13mila accessi
VIAREGGIO. Un’apparecchiatura Tac per Pronto soccorso dell’ospedale Versilia che anche nell’estate 2019 fa numeri da super lavoro. È la sollecitazione forte di Giuseppe Pepe, direttore dei reparti di Medicina d'urgenza e Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. «C’è necessità di avere una apparecchiatura per tomografia computerizzata di ultima generazione direttamente dentro il Pronto soccorso, così come già presente in tutti gli ospedali che hanno i flussi e volumi di attività anche inferiori dell’ospedale dell’Asl Nord Ovest, che primeggia anche in inverno per i livelli di attività. Garantirebbe esami più accurati, ma anche la velocizzazione di tutti i percorsi delle patologie tempo dipendenti (patologie che necessitano di cure salvavita immediate), come l’ictus».
Alla vigilia di Ferragosto sono già 4mila gli accessi al Pronto soccorso del Versilia solo per il mese di agosto, «con una media circa 270 pazienti valutati ogni giorno ed un picco di 330 nella giornata di lunedì 5». Un dato in linea con lo scorso anno, sottolinea Pepe, «mentre il mese di luglio - con 8.610 accessi - ha visto un lieve aumento rispetto al 2018. I bambini transitati dalla struttura sono stati 1.700 e 1.600 gli over 75enni. Questi ultimi spesso hanno avuto necessità di ricovero ospedaliero urgente (290 anziani ricoverati) per patologie respiratorie acute o riacutizzate (polmoniti ed insufficienza respiratoria), spesso associate a setticemia, o infezioni urinarie complicate, fratture secondarie a caduta o malore. Frequente, purtroppo, anche l’ictus cerebrale che è disastroso sugli equilibri dell’intera famiglia, quando arriva su un anziano, soprattutto nei mesi estivi”. Perché bisogna comunque “salvare la vacanza”…».
Per quanto riguarda il tema “caldo” dei tempi di attesa in Pronto soccorso, i dati dell’estate 2019 danno un segnale positivo, «confermando - continua Pepe - che sono inferiori ai minuti di attesa richiesti dagli obiettivi regionali. Sabato 10 agosto, dei 309 accessi, il codice giallo ha avuto una attesa media 21 minuti, 35 i minuti per il codice verde, 65 per il codice di minore gravità/non urgente bianco/azzurro».
La fascia oraria di picco è tra quella 8 –11 (1.800 accessi), ma le ore notturne al Pronto soccorso non sono certo di riposo per gli operatori: a luglio tra le ore 20 e le 8 del mattino si sono presentati 2.500 utenti, alcuni anche molto gravi (40 codici rossi)».
Chi ha necessità di cure d’urgenza e arriva alla struttura di emergenza - così i dati forniti da Giuseppe Pepe - solo per il 15% accusa traumi agli arti, ovvero patologie a bassa intensità comprese le piccole fratture. «La cui incidenza», ricorda il medico, subisce una impennata nel fine settimana (il 30% sono incidenti stradali, spesso bicicletta/motociclo)». E solo 4 pazienti sono stati i medicati per ustioni non di tipo solare.
Contro l’idea comune che il Pronto soccorso del Versilia sia da sempre impegnato solo su una casistica minore e poco complessa, nel solo mese di luglio - così i dati forniti dal direttore della struttura «sono stati visitati 100 pazienti (in media 3 il giorno) arrivati in codice rosso (pazienti molto critici), ed oltre 1.400 in codice giallo (critici), per febbre, dolore toracico, dolore addominale ed ictus. Dei molto gravi 1 ogni 3 ha avuto bisogno di un ricovero urgente in ospedale, secondo intensità di cure e specialità, «talora con lunga attesa al trasferimento in reparto e comunque non superiore a quella che si vive in molti altri grandi Pronto soccorso della Toscana e in tanti altri di tutta Italia».
L’attesa di un posto letto - ci tiene a sottolineare Pepe - «grazie alla riorganizzazione in atto, alla nuova figura di Bed Manager e soprattutto alla collaborazione di tutti i professionisti coinvolti delle varie specialità mediche e chirurgiche dell’ospedale, si sta accorciando. Sarà un lavoro di “squadra ospedale” migliorare nel prossimo futuro. Già da questo inverno di fronte all’arrivo delle patologie stagionali invernali».
Punto di forza (visto l’elevato numero di esami eseguiti, oltre 7.000) ma anche di sofferenza, che necessita di rinforzi, è la Radiologia: «Che sostiene - ricorda Pepe - il Pronto soccorso nella esecuzione di accertamenti radiografici ed ecografici, a supporto della diagnosi gravi e meno gravi. Spesso nelle ore di maggiore affluenza gli esami si accumulano e l’utenza deve aspettare. Ma l’attesa è comunque un tempo intercorso successiva alla visita di un medico del Pronto soccorso». In una struttura davvero cresciuta negli ultimi anni per la qualità. —
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