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l’intervento 

Verona: alziamo la voce contro chi semina odio

M.C.
Verona: alziamo la voce contro chi semina odio

Il sindaco di Stazzema attacca, senza nominarlo, il vicepremier Salvini «Un clima così mai visto: non si può per un pugno di voti seminare intolleranza»

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stazzema. Oggi quasi grida al microfono il sindaco di Stazzema. «Non si può per un pugno di voti diffondere odio e intolleranza soprattutto se si è esponenti del governo della Repubblica», dice dal monumento Ossario, sotto cui sono sepolte le 560 vittime dell’eccidio nazifascista. Davanti a lui, sotto il sole bollente del 12 agosto, c’è una folla enorme, forse mai vista quassù, in questo borgo delle Alpi Apuane. Sarà per il respiro internazionale della cerimonia (sono presenti, oltre al ministro degli Esteri, anche un sindaco tedesco e uno greco) o per il desiderio di massa di dare una risposta al periodo storico che stiamo vivendo; sta di fatto che la cerimonia per il 75esimo anniversario della strage ha preso il sapore di un evento a cui nessuno vuole mancare.

Ci sono i sindaci della Versilia, l’onorevole Umberto Buratti e il senatore Massimo Mallegni. Ci sono i giovani lupetti, i rappresentanti di associazioni locali. Ci sono le forze dell’ordine, i superstiti, i familiari. Ci sono le donne che hanno realizzato il tappeto del mondo. «Questo tappeto – dice il sindaco – è una risposta a coloro che separano i bambini nelle mense scolastiche perché stranieri, a coloro che non fanno entrare nei loro locali o stabilimenti balneari chi ha la pelle scura, a coloro che profanano monumenti partigiani con le svastiche. Essere razzisti sta diventando di moda nel nostro paese, le forme di discriminazioni stanno diventando normali, sta crescendo un clima di odio mai visto nel nostro paese».

A chi semina, dice Verona «bisogna rispondere con energia; rimanere in silenzio vuol dire diventare complici, vuole dire sdoganare questi atteggiamenti».

Il primo cittadino del comune dell’eccidio invita a «ripartire dell’articolo 2 della Costituzione che sancisce che la solidarietà è un dovere imprescindibile di tutti i cittadini» e di farlo nelle scuole.

Verona non cita mai il vicepremier Matteo Salvini, ma i sottintesi bastano per far capire che, buona parte del suo intervento, è indirizzato a lui. Parla di un «illustre esponente del governo» che ha sbeffeggiato l’anagrafe antifascista «dicendo testualmente l’anagrafe io la lascerei per l’anagrafe canine». E quell’illustre esponente è proprio Salvini. «Questo atteggiamento – chiarisce Verona – ci ha spinto a crescere e rafforzare ancora di più il nostro impegno».

Durante la cerimonia interviene anche Cristoph Fleischhauer, sindaco di Moers, la città tedesca con cui Stazzema si è gemellata ieri, che ha voluto ringraziare Enrico Pieri, presidente dell’associazione dei superstiti, per «la capacità di non portare rancore».

È presente anche Ioannis Stathas, primo cittadino di Distomo, comune greco dove il 10 giugno 1944, i nazisti uccisero 218 civili. «Anche noi ogni anno – dice a Il Tirreno il primo cittadino greco – ci riuniamo per ricordare le vittime. Durante la cerimonia leggiamo tutti i nomi dei morti, come per tenerli ancora legati a noi». —

M.C.

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