Il presidio
Enrico Pieri: «Deluso da questo clima che ho già vissuto»
stazzema. Settantacinque anni fa precisi, a questa ora, cioè quasi mezzogiorno, «ero ancora nascosto in un campo di fagioli e non avevo ancora capito cosa fosse successo». Enrico Pieri aveva però visto, anzi sentito, nascosto in un sottoscala, ammazzare a colpi di mitra tutta la sua famiglia. Poi li aveva anche visti, i suoi cari, tutti ammassati uno sopra l’altro come paglia sul pavimento della cucina, prima di uscire di corsa di casa e nascondersi in quel campo di fagioli.
Il presidente dell’associazione dei superstiti, dal monumento Ossario, in occasione del 75esimo anniversario della strage, ricorda quel maledetto giorno in cui la sua vita è andata distrutta. E, a Il Tirreno, parla anche dell’oggi, di come si senta deluso da «questo clima d’odio che ho già vissuto e che credevo fosse superato. Questo odio è pericoloso – dice Pieri – perché porta a stragi come quelle di Sant’Anna. Io credevo che di Sant’Anne non ce ne sarebbero più state e invece ce ne sono ancora. Non qui. Sono nel mondo. Ma anche il nostro paese rischia di cadere in quell’abisso una nuova volta se non ascolta i segnali».
Oggi Pieri ha 85 anni ma nonostante questo non ferma la sua battaglia per la memoria. Continua ad andare su e giù per la Toscana a incontrare ragazzi. «È necessario farlo». —
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