Il Tirreno

Versilia

Così Viareggio inventò la vacanza in riva al mare

Adolfo Lippi

Umberto Guidi e Giampaolo Ghilarducci  ricostruiscono la storia del turismo balneare 

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IL LIBRO

Umberto Guidi e Giampaolo Ghilarducci, con le bellissime fotografie scelte da Beppe Bertuccelli (che è anche editor per le “Edizioni L’Ancora”), hanno scritto e pubblicato un informatissimo volume sulla breve storia balneare di Viareggio dalle origini fino ai giorni nostri.

Il libro ha per titolo “La regina delle spiagge” e verrà presentato al pubblico giovedì 15 agosto alle 18 nello spazio del Teatro Estate nella pineta di ponente.

La Viareggio balneare viene raccontata con ampi particolari nei suoi aspetti più noti e in quelli più segreti.

Ben evocata dal conte Umberto Boni (Cravache) e da Mario Tobino, sfila sveltissimo e ben documentato un ampio racconto di come la città, dagli albori del Settecento fino ai giorni nostri, seppe offrire alla gran moda delle balneature (divenute di gran moda già alla metà del diciannovesimo secolo) un palcoscenico-ritrovo costituito da bagni fiabeschi ed attrezzature efficientissime, sia nella spiaggia di levante che in quella di ponente.

Pionieri di un’attività che poi sarebbe divenuta mestiere per centinaia di addetti, i viareggini seppero attrezzarsi per accogliere masse sempre più invadenti di forestieri; sicché Viareggio, piccola città in inverno, divenne ed è ancora oggi nei mesi estivi, luogo con migliaia e migliaia di abitanti che arrivano qui da ogni parte del mondo.

Umberto Guidi e Giampaolo Ghilarducci, sapienti segugi di tracce e documenti anche inediti, ripercorrono passo dietro passo questa vera e propria epopea che dai primi timidi tentativi di bagnature in capanne improvvisate divenne davvero un palcoscenico per celebrità storiche da Paolina Bonaparte a Gabriele D’Annunzio, da Isidora Duncan ad Alberto Moravia, dal principe della risata Totò a Vittorio Gasmann, da Eric Maria Rilke a Paul Klee, da Renato Guttuso a Luigi Pirandello.

Tutti i personaggi che animarono i bagni, dalla famiglia Barsanti al conte De Micheli, dal bagno “Nettuno” al “Balena”, dal “Felice” al “Nereo” vengono, nel libro scritto da Guidi e Ghilarducci, raccontati con aneddoti e precisi tratteggi, uno più interessante e accattivante dell’altro.

Dai primi castigati costumi, quando in acqua ci si bagnava vestiti, ai bikini, Viareggio dimostrò di sapersi adeguarsi al mutamento dei tempi.

Né le guerre mondiali né le gravi crisi della storia interruppero questa brillantissima abitudine nelle bagnature.

Infine una sottolineatura per le fotografie, davvero straordinarie, scelte da Beppe Bonuccelli che con la scintillante prosa di Umberto Guidi e Giampaolo Ghilarducci rimangono un prezioso documento di una vicenda che nel presente ancora arricchisce la nostra impareggiabile riviera. —

Adolfo Lippi

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