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Moria di cefali in mare: denunciato un pescatore
VIAREGGIO. Dopo il ritrovamento, nel pomeriggio di sabato, di un ingente quantitativo di cefali morti nello specchio acqueo antistante la spiaggia di Levante, la Capitaneria di porto si è subito attivata, con Arpat ed il Servizio veterinario dell’Asl, per analizzare le cause del fenomeno. Pur non tralasciando la necessità di effettuare le dovute analisi chimiche e microbiologiche, i militari hanno da subito avuto il sospetto che le cause fossero da ricercare in qualcosa di più semplice e diretto: l'uomo. Ed infatti le indagini hanno portato a risalire al responsabile: è stato appurato, grazie anche all’utilizzo delle telecamere installate nell’area portuale, che un pescatore professionista si era liberato del pescato gettandolo nelle acque dell’avamporto. L’uomo, sentito dai militari, ha confermato, dichiarando di essere rientrato dalla battuta di pesca con un ingente quantitativo di cefali che ha in parte venduto. La parte di prodotto rimasta invenduta, circa 20 chili, è stata rigettata in mare. Le correnti hanno fatto sì, poi, che il prodotto ittico venisse ritrovato sulla battigia.
È stato quindi necessario denunciare il pescatore, risolvendo così in breve tempo un caso che rischiava di allarmare la comunità viareggina ed i tanti turisti: nessun inquinamento del mare, «ma solo la stupidità di chi avrebbe voluto usare il mare come naturale smaltimento di pesci morti, senza pensare alle conseguenze che tale azione, oltre ad essere vietata, avrebbe avuto a livello di allarme sociale». —
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