Il presidio
«L’urlo di dolore di Montanini deve farci tutti sobbalzare»
Brunella Belluomini interviene nel dibattito aperto dal Tirreno sulle difficoltà della stagione turistica 2019 e sulle soluzioni possibili
l’intervento
Si definisce «memoria storica del turismo che fu» Brunella Belluomini nel raccogliere «l’urlo di dolore» di Riccardo Montanini, ristoratore di Torre del Lago, attraverso le pagine del “Tirreno”. Un grido che – scrive l’imprenditrice – «dovrebbe far sobbalzare chiunque è preposto alla promozione turistica. Ma chi? Il 6 agosto il ristoratore dovrebbe essere occupato da ben altri pensieri, e cioè, come soddisfare tutti i clienti che premono alla porta».
Dieci giorni fa, continua la riflessione, «abbiamo sentito un entusiasta sindaco dire che il Jova party era un mezzo per far conoscere Viareggio all'estero. Ma l'85% delle presenze per una mezza giornata e mezza nottata provenivano dalla Toscana. Possiamo perdonarglielo perché non essendo di Viareggio non sa cosa è il turismo e la sua promozione. Un plauso a Jova e alla sua organizzazione che hanno portato 40.000 persone sulla nostra spiaggia senza problemi e che l'hanno lasciata pulita. Gli albergatori erano entusiasti perché erano pieni di maestranze di Jovanotti a fine luglio. E i turisti? La Perla del Tirreno, la città artefice del nostro turismo moderno (che moderno non è più) deve sperare che Jovanotti organizzi un beach party a fine luglio. A fine luglio nei tempi d'oro avevamo già concluso i contratti con i tour operator internazionali per l'anno successivo e prevedevamo il tutto esaurito per almeno luglio e agosto. Bisogna rimboccarsi le maniche, ma anche se iniziamo oggi saremo già in ritardo per la stagione 2020. E poi, con quali idee, con quali proposte lungimiranti, come dice il ristoratore? E ancora: sappiamo distinguere fra eventi di promozione per la destagionalizzazione e eventi di intrattenimento per chi è (sempre meno) già qua?».
Le idee – conclude Belluomi – «ci sono state e ci sono ancora. Ma non sono mai andate bene a chi ha amministrato negli ultimi 20-30 anni, per ragioni politiche (di qualsiasi tendenza), oppure se ne sono appropriati perché «abbiamo le persone giuste a Bruxelles che le fanno passare e finanziare», poi o le persone non erano giuste o non le hanno capite o non gliene importa. Ma a noi cittadini importa. Per cui, ci si riunisca, si portino progetti lungimiranti, non azzuffiamoci e vediamo se riusciamo a tirare fuori qualcosa». —
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