Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio
non solo cartapesta 

Il Carnevale 2020 avrà per tema il rapporto tra padri famosi e figli

Simone Pierotti e Claudio Vecoli
Il Carnevale 2020 avrà per tema il rapporto tra padri famosi e figli

Annunciato ieri durante la festa in Cittadella il soggetto della prossima edizione Ma l’argomento dei carri in concorso resterà libero per tutti i costruttori

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Il rapporto fra i padri famosi e i loro figli: è attorno a questo tema che ruoterà la prossima edizione dei corsi mascherati del Carnevale di Viareggio, in calendario dal 1° al 25 febbraio. La notizia è stata data ufficialmente ieri sera alla Cittadella in occasione della "Notte delle stelle di Carnevale", anche se i vertici della Fondazione lo avevano già comunicato ai carristi. Che, a proposito, sabato prossimo presenteranno alla città i bozzetti delle costruzioni che prenderanno poi vita e sfileranno sui viali a mare a febbraio.

Prosegue così l'idea della Fondazione di scegliere un tema specifico come filo conduttore delle sfilate: dopo l'anno del Carnevale dedicato alle donne, non solo come celebrazione dell'altra metà del cielo ma anche come sensibilizzazione e lotta al femminicidio, stavolta tocca al rapporto fra padri famosi e figli.

E anche l’edizione 2020 avrà un doppio risvolto, visto che il rapporto padri-figli sarà affrontato per denunciare i casi di padri (anche illustri) caduti in disgrazia che non riescono più a sostenere la famiglia.

Un assaggio del Carnevale che verrà, in un certo senso, c'è stato proprio due giorni fa alla Cittadella: è qui che nei panni di Medea si è esibita Chiara Muti, figlia del celebre direttore d'orchestra Riccardo e di Cristina Mazzavillani, a cui peraltro è stato consegnato il premio Ondina d'oro.

Anche in passato ci sono stati casi di Carnevale "a soggetto". Successe, ad esempio, nel 1953: fu l'anno del Carnevale attraverso il tempo - curiosità: per la prima volta i carri furono trainati dai trattori a motore anziché dai buoi - e tutte le costruzioni in concorso rappresentarono fatti o personaggi storici. Vinse il Lorenzo de' Medici realizzato da Carlo «Bocco» Vannucci e Sandro Bertuccelli davanti a carri dedicati all'incendio di Roma, alla Belle Époque, alle avventure di Cappa e Spada.

Undici anni dopo fu la volta del "Carnevale nel mondo": i costruttori furono invitati a scegliere città sedi di balli in maschera e sfilate di carri come Rio, New Orleans, Strasburgo, Basilea, Nizza - "La casta azzurra" fu l'ultimo carro grande firmato da Tono D'Arliano -, Monaco di Baviera e naturalmente Viareggio.

Per la cronaca fu vittoria a pari merito fra "Nozze sul mare" di Sergio Baroni e "Show boat" di Arnaldo Galli.

Rispetto a quegli anni, però, i costruttori hanno piena libertà di scelta per i temi di carri e mascherate e non devono necessariamente adeguarsi al soggetto voluto dalla Fondazione Carnevale. Anzi, il fatto che il tema sia stato reso noto quando ormai i bozzetti sono già stati consegnati dovrebbe evitare qualsiasi tipo di contaminazione (che invece è avvenuta lo scorso anno, con molti carri ispirati al tema della donna).

E chissà, il rapporto fra padri e figli potrebbe essere anche l'occasione per celebrare le dinastie di carristi del Carnevale di Viareggio. —

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