Il presidio
Il lavoro stagionale è sempre più nero
Le vertenze negli ultimi quattro anni a Viareggio e in Versilia sono raddoppiate.
Il sindacato: la crisi favorisce le situazioni al limite della legalità
VIAREGGIO. Lavoro in nero, contratti da venti ore settimanali in cui se ne lavorano undici ore al giorno, maltrattamenti e sfruttamento. È questo il quadro che viene fuori dai dati raccolti in Versilia dalla Filcams, il ramo della Cgil che si occupa dei lavoratori del commercio, degli alberghi e dei servizi. Basterebbe dare un occhio al numero delle vertenze che sono in costante crescita negli ultimi quattro anni. Basti pensare che si parlava di 110 vertenze registrate al sindacato nel 2016, che poi sono passate a 118 nel 2017. Il balzo c’è stato nel 2018 con 181 richieste d’aiuto. Per il 2019 siamo già a circa una trentina, ma il numero è proporzionalmente più alto rispetto all’anno scorso.
«Va considerato infatti – spiega Daniela Ricchetti, funzionaria della Filcams del nostro territorio – che la maggior parte delle richieste di aiuto arrivano soltanto a fine stagione, i lavoratori tendono a stringere i denti fino alla fine del contratto, per poi richiedere quanto dovuto. La paura che hanno molti dipendenti stagionali – spiega – è di essere licenziati o anche maltrattamenti fisici in caso si avanzino delle richieste».
È capitato per esempio a una dipendente di una nota ditta del settore alimentare di Viareggio di vedersi rifiutare nei giorni scorsi la richiesta dello stipendio di luglio e, anzi, di venire cosparsa di acqua santa dal titolare al grido: «Come ti permetti? Sei un’indemoniata!». Un bagnino versiliese che si è rifiutato di fare i lavori di pulizia nello stabilimento balneare dove lavora (occupazione che non gli compete, ndr), è stato minacciato di morte dal concessionario del bagno. Un altro esempio? La dipendente stagionale di una gastronomia viareggina è stata assunta per 24 ore settimanali (quattro ore per sei giorni) ma lavora tagliando prosciutti e salami 12 ore al giorno (dalle 8 alle 14 e dalle 15 alle 21).
Sono solo alcuni dei casi paradossali della lunga lista che il team di Ricchetti sta prendendo in carico: «Quest’anno abbiamo visto un’inusuale boom di richieste rispetto agli scorsi anni – dice – ci aspettiamo che le vertenze a fine stagione superino abbondantemente le 200. Secondo le prime stime, potrebbero assestarsi intorno alle 250. Ma per questo dato – spiega di nuovo – dobbiamo aspettare che terminino i contratti».
La ragione di questa impennata sarebbe proprio la crisi del settore turistico versiliese che, già dall’anno scorso, ma soprattutto quest’anno si fa sentire: il mercato del lavoro si incontra in un punto perverso in cui il dipendente, che non trova altra chance, è disposto inizialmente ad accettare un comprometto, e il datore, che vive un periodo di stallo e non si può permettere di spendere troppo.
«Esiste una vasta platea di imprenditori – conclude Ricchetti – che non è stato capace di rispondere a questo periodo di crisi del settore. Soprattutto quando si parla turismo è necessario rinnovarsi e trovare le volontà di investire, se si vuole rimanere a galla e offrire un servizio che sia all’altezza del nuovo mercato». –
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