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Rischio boom delle tasse per i cittadini di Massarosa
Il sindaco spiega che la scelta del predissesto è dovuta dalla situazione dei conti E attacca la minoranza: «La procedura non serve per darmi ragione»
Crescita delle tasse: un’opzione che potrebbe realizzarsi nei prossimi mesi per salvare i conti. Che il pallino di Alberto Coluccini fosse il bilancio è chiaro dai tempi in cui era consigliere comunale. Nella sala consiliare riceve i giornalisti e ci mette circa due ore a spiegare la situazione dei conti. La definisce «disastrosa» e in mezzo ci mette tutto: la carenza del personale in Comune, la mancanza di vigili, i numeri definiti «fittizzi» per far tornare i calcoli, le previsioni sbagliate sulle entrate come la partita del Cav, di Gaia e di Toscana Energia. Tutti soldi che l’amministrazione deve avere, da anni, ma che in realtà non sono mai arrivati. Un bel problema in effetti. Che le casse di Massarosa non fossero in buone condizioni lo si sa da tempo: persino la precedente giunta l’ha più volte ribadito. Ma la situazione descritta dal sindaco Coluccini è al limite della catastrofe.
«La polemica sul predissesto finora è stata buttata sul piano politico - dice - in realtà non c’è nulla di politico. È stata una scelta obbligata dai numeri che abbiamo provato e se spendiamo 18mila euro per una consulenza esterna sul bilancio è solo perché chi se ne deve occupare è a mezzo servizio. Basta confusione: abbiamo dovuto intraprendere questa strada perché non potevamo fare altrimenti. Non mancano solamente 700mila euro, come ha detto la maggioranza, ma ben un milione e mezzo. Non ho preso la scelta di assumere dieci vigili e fare un milione e mezzo di multe perché lo trovo vessatorio».
Quindi adesso che succede? Si aspetta che vengano stabiliti i tempi con cui questo predissesto si realizzi, ovvero come verrà gestito il piano. A quel punto dovranno essere fatti dei correttivi sulla tassazione, sui servizi. «Anche perché tagli da 5 milioni di euro non si possono fare», dice il primo cittadino.
C’è un elenco di servizi che l’amministrazione ha già calcolato. Si tratta, e lo diciamo subito, di un’eventualità; tuttavia non così lontana. È stato infatti elaborata un’opzione di innalzamento che porterebbe a una crescita d’entrate di circa 462mila euro. «E comunque non sono abbastanza per rimettere i conti in pari», spiega il primo cittadino.
Insomma una manovra lacrime e sangue ma, a quanto pare, necessaria. Le misure (ex articolo 193 comma 3 del testo delle pubbliche amministrazioni)prevedono aumenti a tariffe scolastiche, cimiteriali e all’Irpef. Ecco il dettaglio:. Potrebbe essere deciso di arrivare a un’addizionale unica allo 0,8%, al posto di quella scaglionata, che porterebbe 280mila euro circa. Marginale invece l’entrata dal suolo pubblico che, con l’innalzamento, arriverebbe a circa 9mila euro.
Più consistenti sarebbero le entrate sulla scuola: con un aumento del 30% su mense e scuolabus e del 20% sui nidi l’amministrazione raccoglierebbe 80mila euro. Se dunque un cittadino con Isee superiore ai 12mila euro paga il nido a tempo normale 238,38 euro, potrebbe arrivare a pagarne 286; idem per il tempo lungo: da 317 euro a 381. Un pasto nelle nostre scuole potrebbe passare da 4,20 euro a 5,50. La retta dei pulmini della scuola passerebbe da 32,64 a 41 euro.
Coluccini ci tiene a precisare che già nel 2017 la precedente amministrazione era stata avvertita dei gravi problemi nei conti tanto che era stata suggerita la via del predissesto: «Gli uffici tecnici hanno sempre informato gli amministratori - commenta la dirigente Monica Torti - ma la situazione odierna è dovuta al fatto che alcune scelte politiche non sono andate a buon fine». —
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