Il Tirreno

Versilia

l’evento 

Ottomila persone in 3 giorni Wine Art batte ogni record «Così sembra un sogno»

Tiziano Baldi Galleni
Ottomila persone in 3 giorni Wine Art batte ogni record «Così sembra un sogno»

Trenta spettacoli, circa 150  artisti e 23 aziende agricole: a Levigliani si è chiusa la rassegna che sta diventando sempre più importante

3 MINUTI DI LETTURA





levigliani. «Ogni anno il borgo di Levigliani, per Wine Art, è decorato e illuminato in modo sempre più incantevole», commentavano due visitatori all’uscita. Come se non bastasse 30 spettacoli per sera, e circa 150 artisti che si sono esibiti in tre giorni.

Vini di qualità, con 23 aziende agricole selezionate, cibo di locali della Versilia, e una comunità – supportata dalle Cooperative leviglianesi – che ci mette passione, dedizione e lavoro di squadra. Non a caso Wine Art ha sfondato ogni record: ottomila persone in tre giorni hanno fatto visita al festival stazzemese degli artisti di strada – ormai per loro uno dei palcoscenici più importanti d’Italia – e del vino. «È un risultato incredibili – commenta David Poli, figlio di Daniele presidente della Coop Condomini di Levigliani, e ideatore di questo format –. Da come eravamo partiti, quasi per gioco, è diventata una delle fiera più grandi, forse la più partecipata di settore che c’è in Versilia. Quando proposi sette anni fa la manifestazione iniziò con queste piazze quasi vuote, oggi sembra un sogno».

Quella dello scorso weekend è stata la settima edizione, e la seconda che è durata tre giorni. Ha coinvolto un impiego di forza lavoro volontaria non indifferente. Solo 20 le persone addette al traffico. Una settantina di paesani per allestire il circuito della location nel borgo, nei vicoli nelle piazzette e nelle aie private, di Levigliani. «La vera formula vincente del Levigliani Wine Art è il coinvolgimento diretto di un’intera comunità – dice Daniele Neri dell’Unione sportiva Levigliani, l’associazione che organizza l’evento –. Da queste parti il termine comunità ha un significato importante, poggia su valori che partono da veramente lontano. Dal 1794, quando i paesani acquistano individualmente piccoli appezzamenti di terra dal Granduca di Toscana e decidono di rimetterli in comunione. Nasce il Comunello prima e i Beni Comuni poi, ma nasce soprattutto uno spirito collettivistico che perdura fino ai giorni nostri. È così – prosegue Daniele – che la comunità di Levigliani lavora le proprie terre e ne rimette i frutti di questo lavoro alla comunità stessa, forte del suo passato ma con lo sguardo perennemente puntato al futuro. Ne scaturisce oggi un connubio tra marmo e turismo, tra presente e futuro che rappresenta un modello da seguire e perseguire. Ed è su queste solide basi morali che il Wine Art ogni anno si rigenera ed autoalimenta, lo fa con l’entusiasmo e la spensieratezza dei ragazzi dell’Unione Sportiva, con il supporto degli uomini e dei mezzi della Cooperativa condomini, con la vocazione turistica della Cooperativa sviluppo e futuro che gestisce il Corchia Park, da qualche anno divenuto punto di riferimento anche del turismo costiero, con i contatti che Versilia E20 riesce a sviluppare nel corso degli anni con le proprie attività, ma ancor più con i semplici abitanti del borgo che per settimane si dedicano, ciascuno secondo le proprie possibilità». Wine Art Levigliani si è chiuso con uno spettacolo piro-musicale che ha emozionato tutti. I fuochi d’artificio sono stati esplosi in cielo a tempo di musica grazie alla filodiffusione in tutte le piazze: uno show che ha lasciato di stucco. —

Tiziano Baldi Galleni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera