Il Tirreno

Versilia

MUSICA 

Dalla Versilia a Parigi per suonare davanti a 50mila persone

G.N.

2 MINUTI DI LETTURA





viareggio. Suonare allo stade de France di Parigi, di fronte a oltre 50mila spettatori, assieme a una band tra le più grandi del mondo, dove l’aggettivo è riferito al numero di chi l’ha composta: più di mille. Un sogno realizzato che renderà indimenticabile questa estate per Simone Lavorini, giovane muscista versiliese che è stato tra i protagonisti del “Rockin’1000”, evento che si è svolto - il 29 giugno - per la prima volta al di fuori dei confini nazionali. Già, perché il maxiraduno di musicisti (professionali e amatoriali) si è svolto originariamente a Cesena, su idea di Fabio Zaffagnini, grande appassionato dei Foo Fighters che due anni fa pensò bene di mettere insieme, appunto, un migliaio di artisti per suonare “Learn to fly”, uno dei brani più celebri del gruppo americano, così da provare a convincerlo a suonare, un domani, allo stadio Manuzzi. L’iniziativa ha avuto talmente successo da essere ripetuta, nel 2018, a Firenze, guadagnandosi quest’anno la ribalta internazionale con due appuntamenti, uno a Parigi, l’altro a Francoforte. Ed è proprio a quello nella capitale francese che Lavorini ha partecipato. «È stata una grande festa, durante la quale si è percepito uno spirito di profonda umanità e di condivisione. Un evento da apprezzare ancora di più perché orizzontale, ovvero senza differenze tra i musicisti che hanno suonato. Si poteva trovare di tutto: dal produttore, allo youtuber al semplice appassionato».

Il concerto – al quale Simone ha preso parte rientrando tra i selezionati, merito di un video-provino – è stato preceduto da tre giorni di prove «massacranti, perché la temperatura era davvero rovente, vicina ai 40 gradi. Ma la fatica è stata ampiamente ripagata dalle fortissime emozioni provate quella sera. Mai riuscirò a dimenticarle». Inevitabile che fosse così, esibendosi davanti a più di 50mila persone. Lavorini, bassista da quasi un ventennio, ha così contribuito alla riproposizione collettiva di classici del rock quali “Rebel rebel”, “Seven Nation Army”, “Smoke on the water” e pure “Where is my mind”, «con lo stadio al buio, illuminato all’improvviso dalle torce dei cellulari del pubblico. Uno spettacolo estasiante». Non è mancato, inoltre, un omaggio alla Francia e allo stadio in cui si è svolto l’evento, con le cover di “Un autre monde” dei Telephone e “Allumer le feu” del celeberrrimo Johnny Hallyday, venuto a mancare nel 2017. Il “Rockin’1000”, secondo Lavorini, «dimostra che esiste ancora la possibilità di credere in un mondo migliore. Ed il Rock’n’roll è la sua colonna sonora». — G.N.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web