Il presidio
Cambiano le regole in porto sulle banchine
Non sarà più possibile l’approdo per i diportirsi Alla Lenci si pagheranno venticinque euro al giorno
VIAREGGIO. È una vera e propria rivoluzione per il porto quella approvata ieri nella riunione del Comitato portuale. Cambia il Regolamento per l’utilizzo delle banchine pubbliche, datato 2013, anno che a dicembre vide l’arresto dell’allora nostromo del porto da parte dei carabinieri di Lucca. Arresto peraltro confermato fino in Cassazione. A settembre di quell’anno Autorità portuale regionale e Capitaneria vararono il primo Regolamento per l’utilizzo delle banchine pubbliche, sulle quali si andavano consumando gli affari illeciti messi in luce dall’Arma grazie al lavoro accurato ed esperto del maresciallo Piero Tocci, all’epoca dei fatti al Nucleo investigativo di Lucca. Regolamento che destinava le banchine pubbliche alle barche ai lavori ma - nelle more della presenza di tali imbarcazioni - consentiva l’ormeggio anche per diporto. Previo il solo pagamento dell’istruttoria, un paio di centinaio di euro a fronte dei costi sostenuti invece dal diportista che ormeggi sugli approdi privati. Una disparità che oggi viene sanata, destinando le banchine pubbliche alle sole imbarcazioni che dimostrino di avere le credenziali di chi si ferma davvero per eseguire i lavori.
Sulla Lenci si paga
Tra le altre novità che sono state introdotte dal Comitato dell’Autorità portuale del segretario Fabrizio Morelli, il quale molto ha lavorato per arrivare a mettere ordine in un porto che va ritrovando porzioni importanti di legalità, anche l’istituzione della tariffa giornaliera per l’approdo delle imbarcazioni sulla banchina Lenci, la più grande tra quelle destinate ai lavori. Sulla Lenci si pagherà una tariffa giornaliera di 25 euro. Uno strumento, questo, che mette fine a quei “balletti” di lavori che non finivano mai - come emerso dalle indagini dei carabinieri - così che la sosta si trasformava in ormeggio vero e proprio, a prezzo di super favore. Meccanismo tollerato con la tesi che così il porto lavorava, dalla meccanica agli aperitivi. Senza alcun ritorno per lo Stato, ovvero la collettività. Un bel risultato, le nuove regole, anche per la Capitaneria che con gli ultimi comandanti ed ufficiali ha molto puntato sul rispetto della legalità in porto.
La viareggio porto
Tra le novità che in questi giorni hanno scosso il porto viareggino, anche l’annuncio che la Regione entrerà nella Viareggio Porto, socia di ICare, partecipata del Comune che ha acquistato all’asta la società. Sulla questione intervengono i consiglieri della Lega, che si dicono «seriamente preoccupati, alla luce della carte, non solo riguardo I Care, già nata con il parere contrario non solo nostro ma pure degli allora revisori dei conti del Comune di Viareggio, ma anche verso l'intera operazione di acquisizione del porto di Viareggio e sulla quale ora interviene anche la Regione in un quadro ancora più complicato e sempre meno chiaro». I consiglieri si chiedono: «Come ha fatto ICare, dove il Collegio sindacale, scrive che "sia al 30 settembre 2018 che al 31 dicembre tutti gli indicatori attestavano univocamente le criticità finanziarie, le difficoltà della società a disporre, economicamente ed in ogni istante, di mezzi di pagamento necessari e sufficienti agli effetti del conveniente svolgersi della gestione stessa” ad acquistare la Viareggio porto?». —
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