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L’addio a Nayade «Grazie per il tempo che ci hai donato»
La chiesa di Bozzano piena ieri per i funerali della 20enne La famiglia ha autorizzato l’espianto degli organi
Dire addio. La verità è che una morte come quella di Nayade Laudicino, la 20enne di Bozzano stroncata dalle complicazioni di una malattia genetica nella giornata di martedì, non ha spiegazione. Ci hanno provato ieri le amiche di scuola nella chiesa di Bozzano che hanno attaccato uno striscione all’altare durante i funerali: «Grazie al tempo passato insieme, ci hai fatto capire quanto tu fossi importante. Resterai sempre nei nostri cuori».
Un messaggio che ha commosso l’intera comunità della frazione massarosese che si è presentata per rendere l’ultimo a quella “bimba” che vestiva davanti a tutti il suo sorriso migliore e che amava abbracciare e baciare. Alla messa tenuta da don Giorgio Simonetti c’era tutto il paese, la chiesa cittadina era piena. Alla fine della funzione gli amici più vicini hanno voluto omaggiarla con alcune lettere d’addio. Un ultimo abbraccio simbolico a quella ragazza tanto amata.
Sulla bara un bouquet con i girasoli e le rose bianche, un simbolo della vitalità di Nayade che combatteva da sempre contro la propria condizione che la faceva vivere da disabile unita alla purezza del suo animo. Una forza che non l’ha mai abbandonata.
Ma il suo lascito di amore e di gioia di vivere non rimarrà soltanto in tutti quelli che l’hanno conosciuta, nelle amiche, nei compagni di classe, in coloro che l’hanno aiutata in questi lunghi venti anni; la famiglia infatti ha deciso di dare la propria autorizzazione all’espianto degli organi: «Abbiamo deciso di donare gli organi - dice il padre Francesco - perché lei possa in un certo senso continuare a vivere. Siamo felici che questo potrà salvare delle vite a qualcuno che ha bisogno».
Nayade era molto conosciuta a Bozzano: era una ragazza molto allegra e tenace. A giugno si era diplomata al Chini con 85. Ma la sua malattia non le ah lasciato scampo e si è spenta martedì, dopo un anno difficile, nel giorno del suo compleanno. La giovane viveva nella frazione di Massarosa insieme alla famiglia: la madre Maria Durante, il padre Francesco e al fratello Mattia. —
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