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Il lato nascosto della Versilia Camaiore mostra la sua bellezza
Piazza Diaz piena per l’evento del Tirreno: prima la visita nei luoghi della storia, poi il dibattito e la degustazione
I tappeti di segatura, la scarpaccia, la Badia e la Collegiata. Tutto racchiuso in quello scrigno che si chiama Camaiore. Così i partecipanti della seconda tappa 2019 di Un’Altra Estate hanno conosciuto il volto meno noto della Versilia, quello fatto di sapori e di odori che ricordano la terra e ci avvicinano di più alla montagna. L’iniziativa è il viaggio nei borghi della Toscana nato da un’idea del Tirreno in collaborazione con la Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Fondazione Sistema Toscana eFeisct.
Campus Maior (l’antico nome di Camaiore) ha dischiuso ai molti che sono intevenuti nel pomeriggio di giovedì in piazza Diaz il meglio che poteva offrire il borgo collinare. Dentro al pomeriggio c’erano la storia, le opere d’arte e i sapori dei produttori del posto che stanno facendo un lavoro di recupero delle antiche tradizioni e stanno ripensando al proprio modo di lavorare la materia prima all’origine. Così si scopre che il vermentino biologico di Camaiore ha poco a che invidiare ai ben più conosciuti cugini dell’Elba. Oppure si ribadisce la squisitezza della variante camaiorese del famoso tordello fatto con la ricotta.
Il sole cocente non ha in alcun modo fermato le decine di persone che hanno partecipato alla visita guidata della città. Luca Santini del Gruppo archeologico di Camaiore ha dato dei flash sulla storia del paese, dai primi insediamenti fino alle tradizioni popolari (relativamente) recenti come i tappeti di segatura passando per la Collegiata, la Badia e lo splendido Ostello del Pellegrino di recente restauro.
Per l’occasione c’era l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo, che ha voluto ribadire come l’importanza dei piccoli borghi all’interno dell’offerta turistica della Toscana: «Pensavo di conoscere Camaiore - ha detto - questa visita mi ha fatto ricredere».
Per Il Tirreno c’era il direttore, Fabrizio Brancoli che ha donato al sindaco, Alessandro Del Dotto, una gigantografia di una foto scattata dal fotografo Roberto Paglianti: «Questa parte della Toscana è conosciuta prevalentemente per il turismo balneare - ha spiegato il primo cittadino. Il nostro intento è che si riesca, anche attraverso queste iniziative, a svelare quella parte un po’ nascosta, anche se non meno bella, della Versilia».
Ha concluso la serata la giornalista del Tirreno Irene Arquint, che ha fatto scoprire al pubblico e ai curiosi intervenuti dei sapori locali, coinvolgendo i produttori del territorio . —
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