Il Tirreno

Versilia

I CONTI DEL COMUNE 

Disavanzo da ridurre: almeno tre anni ancora per essere fuori dal tunnel

Donatella Francesconi

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Equilibri di bilancio al voto nel consiglio comunale di lunedì e variazioni di bilancio, con al centro la considerazione - nero su bianco in delibera - che «l’Ente non è in grado di riassorbire il deficit della parte disponibile dell’avanzo al 31 dicembre 2018, pari a 18.277.574, 44 euro che resterà comunque inapplicabile per tutto il 2019». Disavanzo non recuperabile, come confermato ieri mattina in commissione “Risorse” dal ragioniere capo Alberto Bartalucci, al quale va riconosciuto il pregio di parlare sempre chiaro. «Per il 2019 non ce la facciamo a mettere in bilancio 18 milioni per coprire il disavanzo», ha spiegato Bartalucci alla presenza dell’assessore al bilancio, Laura Servetti, rispondendo alle domande del capogruppo della Lega, Massimiliano Baldini. «Ma se per ogni anno riusciamo ad ottenere un risultato migliore di 4-5 milioni, allora», sono ancora la parole del dirigente finanziario del Comune, «è possibile che per il bilancio 2021-2022 si possa prevedere un Piano finanziario pluriennale di rientro». Solo al momento in cui sia possibile redarre il Piano finanziario cui fa riferimento Bartalucci, allora si potrà dire di essere avviati verso il ritorno alla normalità».

Certo, ha sottolineato con forza Bartalucci, «comporta sacrifici recuperare 5 milioni di euro all’anno. Ed è tutto nelle ipotesi. Ma tagliando qualcosa è possibile ipotizzare di riassorbire fino al 2022».

Un’ipotesi che non si concretizzerà fino a che l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro non metterà mano ai conti di fine 2019: «La previsione è una previsione. E può darsi che quello che ho detto non si verifichi. Si tratterà comunque», aggiunge Bartalucci a scanso di equivoci per chiunque governerà Viareggio dalla primavera 2020 in poi, «di una situazione di normalità sorvegliata».

Al ragioniere capo del Comune il consigliere di “Articolo 1” Antonio Batistini ha chiesto se la “partita” che vede Sea Ambiente avviata verso la perdita del servizio sul territorio del comune di Camaiore è stata contabilizzata, in qualche modo, tra le cifre di entrare ed uscite che vanno al voto del consiglio di lunedì. «Si tratta di considerazioni che non hanno avuto riflessi sulle variazioni di bilancio», è stata la risposta di Bartalucci.

Ma che vi sia un problema da risolvere, sul fronte rifiuti, lo si capisce bene dalla posizione assunta dal Pd di Viareggio: RetiAmbiente paghi quando dovuto al socio privato di Sea Risorse (Gruppo Del Pistoia) per arrivare ad un’unica impresa dei rifiuti versiliese, fondendo Sea Ambiente ed Ersu. Ma RetiAmbiente non ha pagato la fuoriuscita dei privati dalle compagini societarie delle società dei rifiuti di nessun Comune socio. Perché mai dovrebbe farlo per Viareggio, se non per il fatto che i conti pubblici ancora non sono in grado di “reggere” la botta? —



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