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Stop ai prelievi di sangue con infermieri privati: «La Asl torni indietro»
VIAREGGIO. Crea problemi reali e fa discutere la scelta della Asl Toscana Nord Ovest di non ricevere più prelievi di sangue eseguiti a domicilio da infermieri che fanno la privata professione. «Sono un anziano», scrive la signora Francesca al Tirreno che ha raccolto la segnalazione di quanto andava accadendo, «che per i suoi acciacchi, come tanti altri anziani, è costretto a fare frequenti esami del sangue. Da tempo per il prelievo mensile mi avvalgo di infermieri privati che vengono a domicilio, eseguono il prelievo, portano il sangue al Distretto Asl, ritirano il referto e me lo riconsegnano».
In tanti anni, continua la testimonianza, «non c’è mai stato un disguido. È dunque facile comprendere come questo servizio per un anziano, magari solo come me o con parenti/figli che devono andare a lavorare, sia di estrema utilità, necessario. Grazie a questo servizio ho potuto evitare il disagio dello spostamento, dell’attesa, del ritiro degli esami».
Purtroppo adesso non potrà più essere così: «Mi domando se la Asl potrà venire a casa a prelevarmi il sangue», continua la lettera al Tirreno, «o se invece sarò costretta ad andare al Distretto, come ho già fatto in questi giorni. Mi è stato detto che per accedere al prelievo domiciliare occorre essere allettati o in carrozzina. Mi domando se chi ha dato questa disposizione pensa per un novantenne sia agevole fare il prelievo al Distretto. Come ci arrivo? Chi mi accompagna? Chi mi aiuta a raggiungere il primo piano? In cuore mio mi auguro che la persona cheha disposto questo divieto sappia di cosa si sta parlando: anziani, malati oncologici, persone che hanno il sacrosanto diritto di scegliere un infermiere privato. E che torni sui suoi passi». —
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