L’Asl non accetta più i prelievi degli infermieri privati
Il provvedimento preso su spinta del Centro rischio clinico dell’azienda sanitaria Molte le proteste degli utenti. Vivoli (Croce Verde): «Penalizzati gli anziani soli»
La decisione dell’Azienda sanitaria Toscana Nord Ovest ha colto tutti di sorpresa nel bel mezzo dell’estate: gli infermieri privati che effettuano prelievi privati a domicilio non potranno più portare le provette ai centro prelievi della Asl (per esempio quello del Tabarracci a Viareggio) per le analisi. Il Centro Rischio clinico, si apprende dalla Asl, ha dato lo stop: «C’è un problema di sicurezza del prelievo, e c’è un problema di tracciabilità del sangue consegnato. E, comunque, questa era una pratica che ormai era presente solo nell’area della ex Asl Versilia».
Una decisione che non ha mancato di suscitare la protesta dei cittadini, soprattutto i più anziani o chi ha parenti anziani, disabili, impossibilitati a muoversi da soli pur se non allettati. «L’Azienda sanitaria», così viene ricordato rispondendo alle domande del Tirreno, «mette a disposizione il servizio di assistenza domiciliate. Valido anche per i prelievi».Un servizio, però - è l’obiezione di chi si è trovato alle prese con la burocrazia sanitaria - che viene fornito solo per chi si trova allettato. «Per accedere al servizio», ricorda la Asl, «è necessaria l’impegnativa del medico di base che valuta i singoli casi e se ne assume la responsabilità e fa l’opportuna prescrizione».
Un altro passo verso «la diffusione della sanità privata», commenta Carla Vivoli, presidente della Croce Verde di Viareggio che gestisce il servizio di Cup: «Ci sono persone che hanno ottanta o novanta anni e vivono sole e devono affrontare ogni volta una complicata trafila per accedere alle prestazioni della sanità pubblica. Ma come si fa a non capirlo?».
Finirà, è facile previsione, «che le persone si rivolgeranno sempre di più ai laboratori privati anche per i prelievi e relativi esami. Tra l’altro mi hanno fatto notare proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) che privati e pubblico utilizzano parametri diversi per esempio nel fissare i livelli di colesterolo oltre i quali scatta l’asterisco».
La Croce Verde non è toccata dal provvedimento della Asl, essendo dotata di un proprio laboratorio: «Ma ho chiesto comunque spiegazioni alla Azienda sanitaria, perché non si può non vedere come sia in costante aumento la popolazione anziana che vive sola, alle prese con le trafile burocratiche».
Anche perché chi ha difficoltà a muoversi da solo, difficilmente può recarsi in autonomia dal proprio medico curante per ottenere l’impegnativa necessaria alla richiesta di assistenza domiciliare. Èd è il classico cane che si morde la coda. Solo che in mezzo al “girotondo” ci sono le esigenze di salute di una popolazione sempre più anziana e sempre più sola. —
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