Il Tirreno

Versilia

Anziana sotto sfratto, si offrono di pagarle affitto e bollette

Melania Carnevali
Gli attivisti per il diritto alla casa durante un picchetto anti-sfratto a Viareggio
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Gli attivisti per il diritto alla casa durante un picchetto anti-sfratto a Viareggio

Tre lettori del Tirreno si sono proposti di aiutare la donna che dovrà lasciare casa. Lo vogliono fare in anonimato: «Il bello è donare, non sentirsi dire “bravi”»

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VIAREGGIO. Le faranno la spesa, quando ne avrà bisogno, le pagheranno le bollette, le pagheranno anche parte di quell’affitto che non riesce più a pagare da tempo. Lei, settantenne sola, con una pensione misera con cui a malapena ci mangia, che a fine settembre dovrà lasciare la sua casa in via Pacinotti, a Viareggio. Tre lettori de Il Tirreno si sono offerti di aiutarla dopo aver letto l’articolo pubblicato sul giornale il 23 giugno. Era il racconto di una delle tante storie sommerse di solitudine e povertà, un altro volto della Versilia d’estate.

La storia di uno sfratto che doveva essere eseguito il 18 giugno, rinviato poi a fine settembre grazie alle incessanti richieste fatte dall’Asia di Viareggio (associazione inquilini e abitanti), il sindacato che si sta occupando del caso dell’anziana. Il tribunale ha riconosciuto che trovare una casa, d’estate, a Viareggio, è impossibile.

Adesso il prezzo dei canoni, d’altronde, è alle stelle. Per affittare un bilocale con quattro posti letto in una settimana di luglio vengono chiesti (secondo un’elaborazione dei dati Nomisma e dell’analisi delle offerte sul web) da 500 a 900 euro; tradotto: da 2mila a 3.400 euro al mese. Ad agosto si va da 800 a 1.100 euro, a settimana. I prezzi non cambiano negli altri comuni della costa. Chiunque si ritrovi a cambiare casa d’estate, in Versilia, è costretto a cercare lontano, verso la collina: a Capezzano Pianore, Stiava, Bozzano, Piano di Mommio, e via dicendo. Ma, anche così, non è scontato trovare qualcosa. Le case disponibili sono infatti molte meno delle richieste. Il tribunale, come detto, lo ha riconosciuto. E così lo sfratto è stato rinviato.

Rinviato, quindi. Non bloccato. A settembre l’anziana dovrà lasciare casa. E si troverà al punto di partenza. Sola, a malapena con i soldi per il pranzo e per la cena. La sua storia però – ecco il lato positivo – ha fatto partire una catena di solidarietà. Tre pensionati hanno deciso di aiutarla.

E lo vogliono fare nell’anonimato, nella vera attività del donare. Come dice la parola: donare, da donum, cioè dono, che è ciò che si dà senza niente in cambio. Nemmeno il riconoscimento. «Mi fa sentire bene solo il fatto di dare, non mi interessa che gli altri mi dicano che sono stato bravo», ha detto alla cronista uno di loro. Lui si è offerto di pagare parte dell’affitto, di fare la spesa, di pagare le bollette. Perché, nessuno, dice lui, «pensa agli anziani», a quanto sia difficile andare avanti da soli, a quell’età, quando le forze iniziano a esaurirsi e tutto diventa difficile. Lavorare, fare la spesa, cucinare, lavarsi. Sempre soli, nel silenzio di una casa vuota, con la tv sempre accesa sui canali pomeridiani. È questa parte, la solitudine, che ha smosso le coscienze di alcuni versiliesi. «È più facile aiutare i bambini, ma credetemi che gli anziani, quelli soli, hanno molto più bisogno», ha detto il pensionato.

Gli altri due lettori, pure, si sono offerti di contribuire alla spesa e alle bollette dell’anziana. Gli attivisti del sindacato Asia-Usb di Viareggio – già in prima fila per il diritto alla casa – stanno facendo da mediatori in questa catena di solidarietà. E, nel frattempo, continuare a portare avanti la loro battaglia contro gli sfratti. A partire da quelli in programma per l’estate.


 

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