Italia
Prete di Massarosa contestato per il giornalino anti-Salvini
Montemagni e Lucchesi all’attacco di don Bruno Frediani che ha criticato il vicepremier: «Pensi ai fedeli e smetta di occuparsi di politica»
MASSAROSA. Non cambia l’aria tra i parroci di Massarosa e la politica locale. Se da una parte i preti non hanno alcuna intenzione di darla vinta al centrodestra, dall’altra i nostri politici massarosesi non possono fare a meno di stigmatizzare i rappresentanti della chiesa. Così si riapre il capitolo dello scontro: a causare lo scandalo un nuovo articolo apparso sul giornalino della parrocchia nel quale si critica il vicepremier Matteo Salvini che «strumentalizza il rosario e il crocifisso» e «fa campagna per screditare Papa Francesco».
Apriti cielo. La nostra politica riapre i portelloni della critica. La prima è la consigliera comunale e regionale Elisa Montemagni della Lega che con sarcasmo commenta: «Andate in chiesa, a messa, a Massarosa e troverete questo articolo – scrive la leghista – Un monologo contro Matteo Salvini, la Lega e anche contro chi ci ha votato. Vergogna! I preti per bene non fanno politica ma curano le anime ed i fedeli».
Non ci va leggera neanche un’altra attivista politica, Marzia Lucchesi, responsabile di zona di Futuro Italia, che scrive in una nota: «Nel momento in cui i preti si mettono a distribuire in chiesa, come è accaduto nella parrocchia di Massarosa, volantini con i nomi dei governanti di turno, criticandone l’operato politico, oltre a rendere questi insegnamenti contingenti, ecco che cadono loro stessi nelle maglie, per loro perverse, della politica. Nel volantino in questione, creano sconcerto frasi del tipo “anche Giuda baciò Gesù per interesse” visto che dopo non si fa un resoconto dettagliato di quanto frutti l’accoglienza migranti alla Chiesa (per Massarosa in particolare, si parla di poco meno di due milioni) e del perché non si faccia questa accoglienza senza accedere ai fondi statali, ma chiedendo l’elemosina, o spogliandosi di beni ereditati e magari non utilizzati».
Da don Bruno Frediani e don Giorgio Simonetti non c’è alcun commento: quello è e più volte hanno ribadito la libertà del proprio pensiero. –
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