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Il fiume Serra diventa bianco: è di nuovo allarme marmettola

Tiziano Baldi Galleni
Il fiume Serra diventa bianco: è di nuovo allarme marmettola

La consigliera Greco: «Bisogna aumentare i controlli» L’assessore Vené: «Continuano fitti i monitoraggi»

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SERAVEZZA. C’è chi sui social fa notare la differenza del colore dell’acqua del Serra, alla cascata della Desiata: torba, quasi biancastra, appena avvenuto lo scossone d’acqua del 4 luglio, cristallina 24 ore dopo. Con le prime piogge estive, dopo un periodo di siccità, il residuo dell’escavazione di marmo ha invaso il torrente Serra. Una valle fluviale ormai meta turistica ambita. Le cui foto sono da cartolina, al pari delle migliori calette sulla costa toscana o ligure. E appunto assistere, di tanto in tanto, a questi fenomeni nel periodo di maggior afflusso fa infuriare i residenti. Segnalazioni ufficiali non ce ne sono state: né Arpat né polizia municipale perciò sono intervenuti nel momento dell’episodio.

Alcuni lo hanno scritto su Facebook, mentre la consigliera di minoranza Vanessa Greco ha portato la questione in consiglio comunale, la scorsa settimana. «Mi era stato segnalato da privati, e non era la primo volta e il primo giorno che avveniva questo fenomeno – dice Greco –. Per cui ho fatto la segnalazione al consiglio, visto che c’è grande attenzione sul fiume Serra, anche alla luce del neo Contratto di fiume, che prevede azioni virtuose che vanno nella giusta direzione. Ma parallelamente bisognerebbe infittire i controlli e accertarsi che il fiume rimanga pulito. Chiarisco: il lavoro delle cave non mi trova contraria, va mantenuto e fa parte sempre e comunque del nostro tessuto territoriale – conclude Greco – e lavorativo. Bisogna intervenire nel modo giusto perché non si vada a discapito degli imprenditori né dei luoghi pubblici». Il patrimonio naturale del parco fluviale del Serra è circondato da cave. Due siti attivi sono nella zone del Trambiserra. Altri, più a monte, sull’Altissimo. Ma non si tratta comunque di scarichi di marmettola, questo è evidente e lo ha chiarito anche l’assessore all’ambiente Dino Vené. «Quando piove così forte, scossoni estivi che arrivano dopo una lunga siccità dilavano i ravaneti dal polverone che si è creato in settimane di lavoro. Sopra quella zona c’è il versante del Trambiserra. Ma assicuro – spiega Dino Vené –. che tutta la valle del Serra è oggetto costante di controlli e monitoraggi da parte della protezione civile, dei vigili urbani, dell’ufficio ambiente e urbanistica. Ma faremo ulteriori controlli su tutta la zona».

Fra le misure previste – e attese – dal Contratto di fiume c’è anche l’installazione di una nuova centralina per il monitoraggio dello stato chimico e fisico, e per il mantenimento della buona qualità delle acque del torrente. —
 

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