Italia
Il Comune passa tutti gli asili nido alla società ICare che riscuoterà le rette
La società interamente pubblica si occuperà anche della refezione. Servetti: «Nessun bambino senza pasto»
La gestione degli asili nido comunale «passa interamente ad ICare», la società interamente pubblica. È l’annuncio dell’assessore al bilancio ed alle società partecipate, Laura Servetti. Le strutture interessate sono: Arcobaleno, Baloo, Grillo Parlante, La Coccinella, Snoopy, Ninnipan, Ilulo, Oltrelagiocheria/Puettino, ed il Centro per bambini e famiglie “Volo di favola”, per un totale di 62 dipendenti.
La stessa ICare - precisa l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro - « si occuperà anche delle prestazioni dei servizi ausiliari e dei servizi di supporto all’attività educativa nelle scuole dell’infanzia comunali (Basalari, Morganti e Melograno), che comprendono l’assistenza, la cura e la sorveglianza, sia interna che esterna degli utenti dei servizi, oltre alla pulizia e cura dei locali, e l’organizzazione dei centri estivi». Una scelta che - sul finire dell’anno scolastico - aveva portato i genitori a raccogliere numerose firme per chiedere che venga assicurata la continuità educativa tra le educatrici comunale e quelle di ICare. Ma di questo aspetto il comunicato diffuso dal Comune non fa parola.
Mentre viene precisato dallo stesso assessore Servetti che «con i nuovi contratti viene innanzi tutto garantita continuità di lavoro ai 35 dipendenti della ex Viareggio Patrimonio». Quelli che addetti ai tributi si ritrovano a dover fare altro perché il Comune deve reinternalizzare il servizio in quanto la società ICare è inadempiente rispetto al Decreto Madia.
Su questo punto della vicenda Giovanni Sgrò, sindacalista Uil che segue i dipendenti ICare, sottolinea: «Abbiamo chiesto, ormai da un mese, al Comune ed alla stessa ICare un incontro urgente per esaminare le posizioni dei dipendenti alla luce della riorganizzazione in corso, e non abbiano ricevuto risposta alcuna».
I nuovi contratti tra Comune ed ICare approvati dalla Giunta Del Ghingaro, oltre che alla gestione dei nidi, sono sono relativi anche «alla refezione scolastica». In totale il Comune verserà ad ICare 2 milioni e 500mila euro per la gestione dei nidi e delle scuole d’infanzia comunali e 945mila euro per le mense.
Per quanto riguarda le mense - rende noto il Comune - «il rischio degli insoluti è spostato a totale carico della società. Il Comune deciderà, come già avviene, il costo del pasto, i criteri per le agevolazioni o le esenzioni, la commissione mensa, i programmi di educazione alimentare. Confermato inoltre il costante rapporto con i servizi sociali per verificare situazioni d’indigenza o di reali difficoltà economiche, per le quali non sia conveniente procedere al recupero del credito: in ogni caso il bimbo avrà sempre il pasto assicurato». Per quanto riguarda il costo del servizio mensa - spiega Servetti - «l’obiettivo è quello di scendere sotto i 6 euro come tariffa massima (oggi è 6,70), graduando le altre a scalare, a pettine, sulla base dell’effettivo reddito delle famiglie, e prevedendo sconti per il secondo ed il terzo figlio».
Tra i compiti della società presieduta da Moreno Pagnini quello di «provvedere a riscuotere direttamente dalle famiglie le rette mensili dei nidi, applicando le tariffe stabilite dal Comune in base alle attestazioni Isee e quello di provvedere, in caso di morosità, a sollecitare i genitori per la regolarizzazione della loro posizione». —
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