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Arrestati dopo l’aggressione a bottigliate i 3 che hanno ferito un barista in Passeggiata
Dopo aver agito al bar Italia, il gruppetto si è picchiato al Terminetto al bar Turi, procurandosi ferite importanti
Non soddisfatti dell’aggressione compiuta nel pomeriggio di venerdì ai danni del barista al bar Italia, in Passeggiata, in serata se le sono date di santa ragione - armati di colli di bottiglie - al bar Turi, nel quartiere Terminetto. Chi ha assistito alla scena, poco prima che intervenisse il personale della polizia di Stato, commissariato di Viareggio, racconta di scene di violenza inaudita. I tre cittadini marocchini, tutti di età compresa tra i 25 ed i 30 anni, responsabili dell’aggressione al barista in Passeggiata dopo la lite per il pagamento del sovrapprezzo del servizio al tavolo, sono venuti alle mani - così la ricostruzione della polizia - «per motivi verosimilmente legati allo spaccio di stupefacenti».
Uno di loro ha afferrato una bottiglia - probabilmente da un contenitore del vetro fuori dal bar Turi - e poi tutti e tre si sono picchiati, fino a che quello armato di collo di bottiglia non ha sferrato il colpo che ha ferito gravemente con tutta la forza possibile uno dei contendenti, lasciandolo sull’asfalto, svenuto dal dolore della ferita al volto.
Quando è arrivata la Volante, per tutti e tre - Mustapha Fakhar, Abdrahim Buksil e Bachir Jarmouni, tutti senza permesso di soggiorno - è stato necessario un passaggio in Pronto soccorso, dove sono state loro suturate le profonde ferite originate dai cocci delle bottiglie utilizzate nella rissa. Dopo le cure mediche sono stati dimessi con prognosi rispettivamente di 20, 10 e 10 giorni, ed arrestati. Lunedì dovranno comparire davanti al giudice in Tribunale a Lucca per la convalida dell’arresto e per loro si va configurando il reato di tentato omicidio, oltre a quelli di rissa aggravata, lesioni personali aggravate per l’uso delle armi e futili motivi, e porto abusivo di oggetto atto ad offendere.
Già dai primi accertamenti nella serata di venerdì era emerso che i tre arrestati potessero essere gli stessi protagonisti dell’aggressione al barista in Passeggiata. «Essendo necessario il riconoscimento dei tre da parte della vittima in relazione alle immediate esigenze di riscontro investigativo», si legge nel comunicato diffuso dal commissariato di polizia, la cui direzione ha scelto di dare un segnale importante su questa vicenda, «il titolare veniva invitato a recarsi al più presto presso il commissariato. Questi dapprima riferiva di essere molto lontano poi, appurato che si trovava a Migliarino, sosteneva che era impossibilitato a presentarsi anche nel prosieguo della nottata e che sarebbe venuto soltanto all’indomani». Ma il riconoscimento in tempi rapidi si è reso ancor più necessario alla luce delle esigenze cautelari a carico dei tre che potrebbero ripetere le aggressioni, tra di loro verso soggetti terzi.
Uno di loro, tra l’altro, è il fratello del cittadino straniero al quale la Corte d’Appello di Firenze, appena lo scorso anno, ha confermato la condanna a quasi 15 anni di carcere per l’omicidio di un connazionale avvenuto nel marzo 2016, sotto gli oggi di tutti proprio in Passeggiata nella stessa zona del bar Italia. —
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