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Stop fino a ottobre alla raccolta di funghi a Stazzema per chi non risiede nel comune

Stop fino a ottobre alla raccolta di funghi a Stazzema per chi non risiede nel comune

La giunta regionale ha accolto la richiesta della giunta: «Territorio preso d’assalto e troppo fragile». Il divieto sarà valido fino al 31 ottobre

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stazzema. La giunta regionale della Toscana ha accolto la richiesta del Comune di Stazzema di vietare la raccolta di funghi ai non residenti nei fine settimana su tutto il territorio comunale fino dal 30 giugno al 31 ottobre. . Durante questo periodo il territorio di Stazzema viene preso d’assalto spesso da persone non esperte che devastano il territorio alla ricerca dei funghi e spesso causano disagi in un territorio sempre più delicato che necessita di essere tutelato. Il Comune aveva chiesto una regolamentazione «in quanto – si legge in una nota del Comune – si rischiava di rovinare un territorio già fragile che in alcuni periodi dell’anno soprattutto nei giorni di sabato e domenica subisce l’assalto di questi cercatori improvvisati che alla ricerca di funghi non portano rispetto per i boschi, compromettendo la vegetazione del sottobosco e la successiva tenuta del terreno stesso: i residenti vantano una esperienza che li porta spesso a cercare questi prodotti della terra con una perizia e conoscenza che permette loro una maggiore accortezza, limitando al minimo l’impatto sul territorio stesso». Il Comune di Stazzema aveva chiesto di inserire il proprio territorio come già avevano fatto Coreglia Antelminelli, Fabbriche di Vergemoli e Pescaglia tra quelli che potevano godere di questa limitazione. La giunta regionale ha accolto tale richiesta e ha emesso il provvedimento di divieto assoluto di raccolta dei funghi nelle giornate di sabato e domenica sia esteso al 2020, fatti salvi i diritti dei residenti.

«Questa aggressione al territorio – commenta il presidente del consiglio comunale Massimiliano Bazzichi – impoverisce il delicato sistema ambientale dei nostri boschi con danni ambientali che ricadono poi su coloro che tutto l’anno lo abitano, quindi crediamo sia giusto limitare secondo quanto prescritto dalla normativa la raccolta dei prodotti della nostra terra». —

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