Il Tirreno

Versilia

IL DECIMO ANNIVERSARIO DEL DISASTRO FERROVIARIO 

Viareggio si stringe ancora più forte ai familiari delle vittime della strage

Donatella Francesconi
Viareggio si stringe ancora più forte ai familiari delle vittime della strage

Mai così tanti al corteo che ha attraversato la città dal palazzetto dello sport fino al largo Risorgimento

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Viareggio dice la sua ancora una volta, al fianco dei familiari delle vittime del disastro ferroviario di dieci anni fa, 32 morti, oltre 100 feriti. Lungo il percorso del corteo in tanti hanno esposto striscioni per raccontare la città solidale, presente, mai come quest’anno in strada nella memoria della notte maledetta. “Siete sempre nei nostri cuori”, è lo striscione di una palazzina in Darsena. Mentre il Cro Darsene ricorda che “Viareggio non dimentica”. Non c’è attività commerciale che non abbia esposto la bandiera italiana listata a lutto. E la Passeggiata così al buio non è mai stata: le luci abbassate o spente del lutto stringono in un abbraccio forte il corteo che scorre. Chi è a tavola sospende la cena, in automatico. Fuori dai negozi dalle saracinesche abbassate i dipendenti sono schierati come soldati che chinando appena la testa rendono omaggio alla tragedia.

Al buio anche piazza Mazzini. la strada che porta alla stazione: là in fondo, dieci anni fa, il cielo si illuminò di rosso fuoco, a giorno. Dai binari arrivano i fischi dei treni, lunghi, ripetuti: sono i macchinisti d’Italia che salutano Viareggio, la sua gente, i suoi morti.

«Me lo ricordo bene: lavoravo in Passeggiata e all’improvviso era giorno»: chiacchiere a tavola, con la mente a quella sera di dieci anni fa. Ognuno ha una storia, un frammento di memoria, un parente per cui ci si è preoccupato pensandolo nella zona colpita dal disastro ferroviario.

Mentre la manifestazione si avvia verso il piazzale della Pam, di là dal cavalcavia, rimbalzano le notizie: in tanti hanno scelto di attendere lì il corteo. Alla fine sarà un fiume di persone a fare rientro a casa dopo aver salutato, con la commozione e la partecipazione di sempre, le vittime della strage i cui nomi sono stati scanditi dal palco. Quei nomi che la città ha visto morire lungo sei interminabili mesi, da giugno a dicembre 2009, funerale dopo funerale.

Impossibile dimenticarlo anche per Italo Castellani, all’epoca vescovo di Lucca, ieri nel corteo insieme al suo successore, Paolo Giulietti. A fianco dell’impegno civile che Viareggio ancora una volta ha portato in strada. —





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