Il presidio
Festival Puccini, i lettori alla prima de "La Fanciulla del West": ecco come iscriversi
Il prossimo 12 luglio a Torre del Lago per gli abbonati a "Noi Tirreno" abbiamo riservato un posto speciale per assistere ad una grande opera di Giacomo Puccini
TORRE DEL LAGO. Ci sarà pure una ragione se, alla prima di New York, il 10 dicembre 1910, ci furono 43 chiamate del pubblico. Chiuso il sipario su La Fanciulla del West - “The girl”, la chiamava Puccini, per brevità nelle sue lettere - esplose il delirio. Erano sei anni che Giacomo Puccini non debuttava un’opera. L’ultima era stata Madama Butterfly, un successo planetario, malgrado i fischi della prima orchestrati alla Scala. Il compositore lucchese era presente in tutti i teatri del mondo con le sue donne: Mimì (La Bohéme), Tosca, Manon, Cio cio san (Madama Butterfly, appunto). La curiosità era alle stelle. Puccini stesso era teso come non mai. Lo confessò anche al New York Times. Eppure il cast era una sicurezza: Enrico Caruso era il tenore. Sul podio, il “migliore amico con cui litigare”, Arturo Toscanini. Che, aveva perfino suggerito ritocchi e correzioni, allo spartito. Suggerimenti accettati (in buona parte da Puccini).
Il Maestro, però, era in fibrillazione. Sapeva di aver creato un’opera nuova. Inedita in tutti i sensi. Soprattutto dal punto di vista dell’innovazione musicale. Puccini considerava “La Fanciulla” il suo capolavoro, ma non sapeva come l’avrebbe accolta il pubblico. Abituato a sue composizioni diverse. La prima risposta furono le 43 chiamate, a sipario appena abbassato, per questa eroina che tiene a bada un’esercito di minatori nella California della corsa all’oro di metà Ottocento. Un’America di emigrazione, sogni, speranza, disperazione. Eroi e farabutti. E anche molta Italia.
Ecco perché Il Tirreno propone alla propria comunità dei lettori abbonati a "Noi Tirreno" un invito e un’opportunità. Propone di andare a vedere insieme al festival Puccini di Torre del Lago, la prima de La Fanciulla del West, il 12 luglio. Un’opportunità perché consente di conoscere un’opera meno rappresentata delle altre, ma innovativa al punto che c’è chi l’ha definita la fine del melodramma e la rinascita di Puccini. Una valutazione che viene lasciata, ovviamente, all’ascolto (e al gusto) di ciascuno spettatore. Di sicuro, però, è un’opera che ha una gestazione importante e una storia interessante, anche all’interno della biografia di Puccini che la compone fra il 1908 e il 1910, in parte fra la villa di Chiatri (soprattutto il I atto) dove la moglie Elvira non vorrà mai abitare e la casa di Torre del Lago.
Come prenotare i biglietti. L’evento è riservato agli abbonati alla community “Noi Tirreno”. Abbonarsi costa solo un euro a settimana e dà la possibilità di accedere a tutti i contenuti del sito, ricevere newsletter speciali, partecipare a questi mini eventi sul territorio. Una volta iscritti, i lettori dovranno inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo eventi@iltirreno.it, indicando nome e cognome, città e telefono. La segreteria del Tirreno li contatterà per confermare la partecipazione. Ogni lettore abbonato può prenotare due biglietti: i posti a disposizione in totale sono 20.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
