Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio
l'anniversario

Strage di Viareggio, due ministri per i 10 anni dal disastro

Donatella Francesconi
Il disegno di una bambina posato ai margini del Parco degli Angeli in via Ponchielli il giorno dopo la strage (foto Paglianti)
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Il disegno di una bambina posato ai margini del Parco degli Angeli in via Ponchielli il giorno dopo la strage (foto Paglianti)

Toninelli alla messa al cimitero della Misericordia, Bonafede al convegno del pomeriggio al palasport. Nel pomeriggio il convegno al palasport. Dalle 20,45 il corteo che attraverserà tutta la città

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VIAREGGIO. È la prima volta che accade in dieci anni dal disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009, 32 morti, oltre 100 feriti: il ministero dei trasporti ha annunciato, ufficialmente, che alla messa al cimitero della Misericordia sarà presente il ministro Danilo Toninelli. Al quale i familiari delle vittime del disastro ferroviario consegneranno in cartaceo la voluminosa sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale di Lucca, un vero e proprio manuale della sicurezza lungo i binari. A Toninelli l’associazione “Il mondo che vorrei” ha chiesto l’apertura di un confronto sullo stato della sicurezza del sistema ferroviario italiano. Ad iniziare dalla necessità più immediata: far sì che vigili del fuoco e Protezione civile delle città attraversate dai trasporti di merci pericolose sappiano in anticipo quali materiali viaggiano a bordo dei treni merci. Così da essere pronti ad un intervento puntuale ed efficace al primo segno che qualcosa non va per il verso giusto. Diversamente da quanto accaduto la notte di dieci anni fa a Viareggio, quando nessuno conosceva cosa trasportasse il treno deragliato. C’è poi la questione del detettore di svio, quell’apparecchiatura che “sente” la perdita di presa tra treno e rotaia e lo mette in frenatura. Trenitalia da tempo lo sta sperimentando ma di questo iter e della tempistica si sono un po’ perse le tracce.

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A tutto questo si aggiunge la necessità di garanzie per la vigilanza sulla sicurezza ferroviaria ora che l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria è un tutt’uno con Anfisa, la nuova agenzia che tiene insieme la sicurezza stradale e quella ferroviaria. Molto diverse tra di loro, basti pensare che non si è mai visto fermare un convoglio merci lungo i binari, come avviene invece per il trasporto su strada, passato al microscopio dalla Polstrada.

Nel pomeriggio sarà a Viareggio, con i familiari delle vittime del disastro ferroviario e con i rappresentanti dei comitati e delle associazioni dei troppi disastri italiani che l’uomo poteva evitare ma così non è stato, il ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Con il quale il comitato nazionale “Noi non dimentichiamo” ha da tempo avviato un confronto che ha portato alla modifica delle legge sulla prescrizione. Ma il documento messo a punto dal comitato - che si è avvalso della preziosa esperienza del magistrato Claudio Di Ruzza - conteneva molte altre questioni. Non ultima quella della necessità di garantire ai familiari delle vittime di tali disastri di potersi costituire parte civile ed affrontare i lunghi iter giudiziari e le spese relative senza essere costretti ad accettare i risarcimenti ed uscire dai processi.

C’è poi una questione che il ministero non può non affrontare: i consulenti tecnici delle Procure vengono pagati con tempi lunghissimi. A differenza di quanto accade ai consulenti degli imputati che dispongono, spesso, di risorse illimitate e puntuali. E le stesse Procure spesso devono far i conti con la scarsità di dotazioni finanziarie per affrontare, per esempio, le costose ricostruzioni tridimensionali delle tragedie sulle quali indagano.

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IL CORTEO DALLE 20,45

Appuntamento alle 20,45 al Palazzetto dello sport dove ieri si è lavorato alacremente, grazie anche ad "Assemblea 29 giugno" perché tutto oggi vada nel verso giusto. Dieci anni fa, 32 morti, due sentenze che hanno dato ragione alla lunga battaglia dei familiari delle vittime della strage di Viareggio. Ed alla città tutta che a loro si è stretta, anno dopo anno. Il corteo attraverserà la Darsena fermandosi in due tappe fondamentali: via Coppino, dove ha trovato la morte Manuele Iacconi, barabaramente ucciso a colpi di casco in testa; all’altezza del ponte girante, dove si trova la banchina dedicata a Matteo Valenti, giovanissimo viareggino che ha trovato la morte sul luogo di lavoro. Il corteo attraverserà la Passeggiata, via Mazzini, toccherà la stazione e si fermerà davanti alla Croce Verde per ricordarne il presidente, Milziade Caprili.

Da lì, attraverso il vecchio cavalcavia, il corteo raggiungerà il piazzale della Pam, dove sarà proiettato un video e si terranno gli interventi dal palco ed il ricordo delle 32 vittime. La lunga giornata del decennale si aprirà alle 11 del mattino al cimitero della Misericordia, dove si terrà la messa celebrata dal nuovo vescovo di Lucca, Paolo Giulietti, alla presenza del ministro dei trasporti, Danilo Toninelli. Nel pomeriggio, invece, dalle 16 al Palazzetto dello sport, il convegno con il ministro della giustizia Alfonso Bonafede il magistrato Claudio Di Ruzza, l’avvocato Tiziano Nicoletti, le associazioni delle altre stragi d’Italia riunite nel comitato nazionale "Noi non dimentichiamo".

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