Il presidio
I banditi la seguono di notte e le strappano l’incasso
Colpo ai danni della proprietaria delle gelaterie Veneta e Viel in Passeggiata: «Mi hanno affiancato in auto ad un semaforo e mi hanno portato via la borsa»
VIAREGGIO. L’hanno seguita in macchina, dall’uscita della gelateria fino alla via Marco Polo. Poi, alla prima occasione favorevole (un semaforo rosso), uno dei componenti della banda è sceso dall’auto, ha aperto lo sportello lato passeggero del furgoncino dove si trovava la vittima e con gesto fulmineo le ha portato via la borsa con l’incasso degli ultimi due giorni. Ed è fuggito via con i complici, riuscendo a far perdere le proprie tracce.
Un colpo studiato a tavolino, quello messo a segno martedì notte ai danni della titolare di due conosciutissime gelaterie della Passeggiata (Viel e Veneta). E che ha fruttato ai ladri circa cinquemila euro. Un episodio che fa seguito ad altri furti analoghi avvenuti nelle ultime settimane e con modalità molto simili fra loro. Tanto da far pensare ad una vera e propria banda specializzata.
A raccontare la sua notte da incubo è Giulia Pernici, proprietaria delle due gelaterie. Martedì intorno all’una di notte la giovane imprenditrice era uscita dalla gelateria Viel portandosi dietro l’incasso di due giorni sia di Viel che della Veneta. «Mi sono fermata un attimo a fumare una sigaretta con le altre ragazze della gelateria – racconta – e poi sono salita a bordo del furgoncino della ditta per tornarmene a casa. Ho imboccato la via Flavio Gioia, poi ho percorso la via Buonarroti fino al semaforo con la via Marco Polo».
Arrivata al semaforo con via Marco Polo, però, Giulia si è dovuta fermare al rosso. Ed è a quel punto che ha notato qualcosa di strano. «All’improvviso mi ha affiancato una macchina di colore bianco, una utilitaria di cui non ho avuto il tempo di vedere il modello. Mi sono girata ed ho visto che nella macchina c’erano almeno tre giovani al di sotto dei trent’anni. A quel punto loro hanno innestato la retromarcia e si sono tolti dalla mia visuale. Quasi in contemporanea, però, uno di loro ha girato intorno al mio furgoncino, ha aperto d’improvviso lo sportello lato passeggero e in un istante mi ha portato via la borsa che avevo appoggiato sul sedile e dove custodivo gli incassi di Viel e della Veneta degli ultimi due giorni».
Colta di sorpresa, ma anche comprensibilmente intimorita, Giulia Pernici non ha opposto reazioni. Poi, però, quando ha visto fuggire via l’auto con i giovani a bordo ha cominciato ad inseguirli. «Hanno imboccato la via Marco Polo in direzione monti. Io ho cercato di star loro dietro, però viaggiavano a velocità folle. Ho tentato di pedinarli, ho percorso la via Marco Polo fino alla ferrovia, ma li ho persi di vista quasi subito. E poi ero spaventata. Al solo pensiero mi vengono i brividi…»
A quel punto non le è rimasto altro da fare che dare l’allarme. «Ho telefonato al 112 ed ho raccontato loro quello che mi era successo. Una pattuglia dei carabinieri mi ha raggiunta ed ho sporto denuncia. Adesso spero che possano risalire a loro magari attraverso le immagini di qualche telecamera che si trova nella zona. Ma so benissimo che non sarà facile. Se mi hanno seguita? Onestamente, sul momento, non me ne sono accorta. Però questo colpo non ha nulla di casuale. Tutto lascia presupporre che mi abbiano pedinato o che comunque conoscessero le mie abitudini. E questo non può che aumentare la mia inquietudine...» —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
