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Il bagno Reginetta guarda già al futuro e diventa “plastic free”

Cri.Bul.
Il bagno Reginetta guarda già al futuro e diventa “plastic free”

Per i clienti dello stabilimento  messe a disposizione borracce per l’acqua che potranno essere riempite ad erogatori ecologici

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Viareggio. Che non ci sia un pianeta B dove potersi trasferire è ormai assodato. E che non ci sia più tanto tempo da perdere per salvare quello in cui viviamo è un dato di fatto. Le amministrazioni si stanno muovendo con provvedimenti ad hoc e anche i balneari, che stanno affrontando un nuovo inizio di stagione, si stanno attrezzando per far sì che i loro stabilimenti siano sempre più “plastic free”: tra i primi ad adeguarsi il bagno Reginetta sulla Terrazza della Repubblica.

Niente più bottiglie in plastica dunque sui tavolini del ristorante gestito da Piero Coli, ma solo eleganti bottiglie in vetro che vengono riempite – con acqua liscia o frizzante - all’erogatore installato nel bar. Quello stesso dove si potranno approvvigionare (al costo di un euro) anche i clienti del bagno, armati di proprie borracce o di quelle che la famiglia Priori, titolare dello stabilimento, ha deciso di realizzare e donare ai clienti stagionali.

Viareggio. Blu come blu è il colore del bagno, abbellite con il logo rappresentato dalla corona stilizzata, con una capacità pari a 75 ml e accompagnate da una breve lettera a tutti i clienti, le bottigliette termiche arriveranno in settimana prossima per essere distribuite agli stagionali - una per ciascuna famiglia- e poi restare a disposizione di coloro che vorranno condividere la scelta etica dei titolari del Reginetta, acquistando in questo modo un gadget utile. «Terminate le scorte del magazzino che serviranno anche per gestire il periodo di transizione – spiega Coli – anche al bar non verranno più vendute bottiglie di bibite in plastica, né ci saranno più bicchieri, piatti o cannucce».

Se chi frequenta il bagno si porterà le bevande in contenitori di plastica dovrà smaltirle negli appositi contenitori dei rifiuti differenziati, in attesa di un divieto più categorico. «Per adesso – spiega Giovanni Frateschi - abbiamo ordinato 240 borracce nella speranza di creare un’abitudine condivisa e apprezzata dai nostri clienti. Era per noi importante sposare questa causa, come cittadini e come balneari. Il mare è la nostra risorsa e se pensiamo che proprio nel Tirreno, a due passi da qui, si sta formando un’isola di plastica, non possiamo non far nostra questa battaglia».

Cri.Bul.

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