Il Tirreno

Versilia

degrado 

Spazzatura e cocci di bottiglia tra gli scogli lungo il Molo

Gabriele Noli
Spazzatura e cocci di bottiglia tra gli scogli lungo il Molo

Sea Ambiente effettua interventi periodici di pulizia ma i rifiuti abbondano in uno dei luoghi più belli della città

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«Pulizia delle panchine sul molo: Viareggio è sempre stata bellissima. E pulita è ancora più bella», si legge in uno degli ultimi post sulla pagina Facebook del Comune, con tanto di foto che immortalano un operaio in azione, “armato” di idropulitrice. I “mi piace” sono più di 360, i commenti una settantina. Un successone, studiando i numeri. Considerato però che (troppo) spesso i social tratteggiano una visione solo parziale e dunque limitante della realtà, è sufficiente osservarla coi propri occhi – direttamente, tralasciando pc e smartphone – per rendersi conto di quanto sia diversa, compiendo poche decine di passi appena, in direzione Molo. Là dove, tra gli scogli, non c’è pulizia, figurarsi bellezza. Di rifiuti e dunque degrado, invece, quanti se ne vuole.

La maggiore responsabilità ricade inevitabilmente su chi mangia, beve e fuma godendosi in ogni momento del giorno quell’angolo di paradiso, salvo poi trattarlo come fosse una discarica a cielo aperto. E lo sembra davvero, dando un’occhiata anche solo fugace: le bottiglie di vetro (birra, salvo scarse eccezioni), la fanno la padrona. Alcune sono ridotte in frantumi, il che rende i tratti di scogli in cui giacciono abbandonati oltre che brutti a vedersi, pure pericolosi. E poi quelle di plastica, anche queste disseminate qua e là senza ritegno. La lista di ciò che si può trovare è lunga: lattine, pacchetti di sigarette vuoti e mozziconi, tè in brick, carte con vistose tracce di unto, cartoni, sacchetti, mattoni e confezioni di farmaci per combattere i bruciori di stomaco.

Il problema si ripresenta ciclicamente: gli operatori di Sea Ambiente compiono un intervento di pulizia degli scogli (rientra tra quelli straordinari) ma nel giro di poche settimane, se non addirittura giorni, il degrado torna ad imperare, complice la cronica maleducazione di residenti, turisti o chicchessia, che non contribuisce di certo a rendere il molo pulito, figurarsi bello. —



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