Il Tirreno

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 lo spettacolo teatrale

Memoria e denuncia: con «32 - A beatiful thing» sul palco va in scena una strage di Viareggio senza pietismi

Cristina Bulgheri
Memoria e denuncia: con «32 - A beatiful thing» sul palco va in scena una strage di Viareggio senza pietismi

Fino a domenica al teatro Jenco  la compagnia Teatro Rumore presenta lo spettacolo ispirato al disastro ferroviario scritto da Lonigro e Moretti 

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Se il proposito era quello di far “rumore” intorno alla vicenda – giudiziaria e umana - del disastro ferroviario di Viareggio, senza dubbio Ilaria Lonigro, Davide Moretti e i sessanta allievi della loro scuola teatrale “Teatro Rumore” - ci sono riusciti. Il loro spettacolo 32 A beautiful thing - in cartellone fino a domenica sera al teatro Jenco di Viareggio (inizio spettacoli: ore 21.30) – ha centrato il bersaglio, ha toccato i cuori, smosso le emozioni, puntato il dito contro il malcostume e la corruzione della politica, l’inefficienza della giustizia, il rischio della prescrizione.

Tra una lacrima e un sorriso, tra sarcasmo ed emozione. Le standing ovation che hanno fatto seguito alle prime due rappresentazioni e il passaparola, che fa sì che anche le prossime serate siano quasi “sold out”, sono la testimonianza che l’”operazione” – tutt’altro che semplice - della coppia Lonigro-Moretti sia perfettamente riuscita. E non era facile: il rischio di poter scadere nel patetismo, nella compassione e nella facile commozione era altissimo.

Ma così non è stato, la scommessa è stata vinta infatti grazie ad un mix di ingredienti: un testo preciso, puntuale, ben costruito, frutto di una grande documentazione; una regia efficace, con un succedersi di scene serrate che non danno il tempo di respirare in modo da non avere mai cali di tensione e infine grazie all’impegno e al talento dei ragazzi della compagnia che in questo spettacolo ci hanno messo l’anima, il loro tempo, la cura.

Ma non è tutto: lo spettacolo infatti è stato costruito passo dopo passo con l’associazione dei familiari delle vittime “Il mondo che vorrei” e che infatti ha visto nelle prime due serate prima Daniela Rombi e poi Valentina Menichetti sul palco per regalare al pubblico testi scritti da Emanuela. Testimonianze reali che hanno aggiunto spessore ad uno spettacolo già di per sé toccante, anzi come viene annunciato nella presentazione “disturbante”, perché la “mission” è proprio quella: disturbare.

Una decina di capitoli scorrono sul palcoscenico accompagnati da una scenografia essenziale e da qualche video significativo, come tanti quadri che si susseguono: l’incidente e i soccorsi, scene di vita di alcune vittime prima dell’esplosione, i funerali, le ipotesi giudiziarie, la ricostruzione, i responsabili, i soccorritori (vigili del fuoco, medici, volontari), i politici, i sopravvissuti. E su tutto la città di Viareggio con i suoi “figli esemplari”: da Mario Tobino a Elpidio Jenco, da Stefania Sandrelli a Egisto Malfatti, da Lorenzo Viani a Serafino Beconi. Viareggio, con i suoi tramonti, il ruggito del mare, i pinugliori. Viareggio che lotta e non dimentica.

Non poteva esserci omaggio migliore per il decennale di quel maledetto “29 giugno 2009” : qualcosa che non fosse solo e soltanto il ricordo di uno degli eventi più tragici della storia della città, non solo memoria doverosa, ma memoria “operosa”. Anzi sicuramente “rumorosa”. —



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