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Cinquini a L’Avana per raccontare il Carnevale ai cubani
Come ci si può catapultare dall’altro capo del mondo partendo da una semplice chiacchierata su un libro da scrivere? Nel mondo dei carri e dei mascheroni può succedere. E così il costruttore Umberto Cinquini si ritrova in questi giorni a Cuba, nella capitale L’Avana, assieme alla moglie - e collaboratrice – Silvia Cirri per parlare del Carnevale di Viareggio.
Merito dell’amicizia con un carnevalaro inglese. E di un’idea che gli frullava in testa da mesi. Tutto nasce da “Pianeta Carnevale”, il libro che Cinquini sta buttando giù dopo aver girato l’Italia presentando la sua prima fatica letteraria “Sono solo mascheroni”. E da due parole scambiate con Chris Slann, direttore esecutivo della New Carnival Company, un grande organismo che lavora per tutti i carnevali d’Oltremanica. «Mi accennò di un bel Carnevale a Santiago di Cuba – racconta Cinquini – poi una sera ero a cena con Edoardo Puccetti, un viareggino che vive in Nicaragua, e lui mi ha messo in contatto con Andrea Balzani, un enologo trasferitosi a Cuba. Tramite lui, a sua volta, sono arrivato a Giorgina Cortéz Rodríguez, presidente del Carnevale di L’Avana».
Morale della favola: da oggi a sabato Cinquini terrà una serie di incontri sul Carnevale di Viareggio, illustrando ai costruttori locali come nasce un carro negli hangar della Cittadella. «Tengo a precisare che non rappresento ufficialmente la Fondazione Carnevale, ma è un’iniziativa mia personale – spiega Cinquini – anche se porterò i saluti delle istituzioni, non voglio mettere in imbarazzo nessuno. Per me sarà uno scambio culturale interessante: siamo riconosciuti come uno dei Carnevali più importanti al mondo, ma guai a pensare che dagli altri non ci sia nulla da imparare». —
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