Italia
Agguato nella notte, indagini sul passato della vittima
Il cinquantenne è stato operato per la seconda volta e si sta riprendendo I carabinieri stanno passando al setaccio il paese per trovare informazioni
CAMAIORE. È stata una ritorsione o una violenza gratuita? O forse (meno probabile) una rapina finita male? Le indagini dei carabinieri sull’aggressione avvenuta giovedì notte a Santa Maria Albiano, a Camaiore, sono ancora ferme a queste domande. I militari non sono ancora riusciti a parlare con l’unica persona che può saperne qualcosa, cioè la vittima, Tiziano Giorgetti, cinquant’anni, inoccupato, domiciliato a Camaiore, ma da anni emigrato all’estero, in Canada. . Non ha ancora la cittadinanza, motivo per cui ogni sei mesi deve lasciare l’America e tornare in Italia. Ed era appena tornato, quando è stato aggredito nel viottolo di casa. A soccorrerlo è stata l’anziana madre, che ha chiamato i soccorsi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.33259894:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2019/06/01/news/colpito-con-una-falce-davanti-a-casa-gravissimo-cinquantenne-di-camaiore-1.33259894]]
Ieri (1 giugno) il cinquantenne è stato operato per la seconda volta e adesso si trova nel reparto di rianimazione all’ospedale Cisanello di Pisa. Si sta riprendendo. Gli uomini dell’Arma, guidati dal capitano Edoardo Cetola, dovrebbero riuscire a parlare con lui oggi o domani. Intanto i militari, dopo i rilievi sul luogo, stanno passando al setaccio il paese sulle colline di Camaiore, per trovare telecamere di videosorveglianza in funzione quella notte che possano aver ripreso l’aggressore. Stanno scavando anche sul passato della vittima e sugli ambienti che frequenta oggi per capire se ci siano legami con l’aggressione.
Nessuno, nel borgo, ha visto o sentito qualcosa. Nemmeno la madre, ascoltata dai carabinieri, ha saputo fornire elementi rilevanti per le indagini. Per la donna, in quanto abitante del borgo e in quanto mamma della vittima, quell’aggressione non ha una spiegazione. A Il Tirreno l’ha motivata con poche e semplici parole: «Il mondo è brutto». Secondo la donna, il figlio «non ha nemici o persone che possano avercela con lui».
Il fatto è accaduto intorno alle 11. Giorgetti era appena rientrato a casa; qualcuno lo stava aspettando nascosto nel buio. È stato colpito alle spalle con quella che, con tutta probabilità, era un’ascia. Più volte. Prima in testa, poi all’addome, infine alla schiena. L’aggressore è riuscito a scappare prima che lui lo potesse vedere in faccia. Il cinquantenne è riuscito a trascinarsi fino alla porta di casa e lì è stato soccorso dalla madre. Non riusciva a parlare. Ha scritto tutto su un foglio di carta: aggressione-chiama carabinieri-118.
L’ambulanza, nonostante fosse lontantissima, è riuscita ad arrivare in tempo per portarlo al pronto soccorso dell’ospedale Versilia e a salvarlo. Adesso tocca ai carabinieri il difficile compito di trovare il responsabile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
