Colpito con una falce davanti a casa, gravissimo cinquantenne di Camaiore
L’agguato in una frazione collinare: l’aggressore è riuscito a fuggire nel buio. I carabinieri non escludono alcuna pista
CAMAIORE. La statuetta in pietra della Madonna oggi sembra proprio guardarle, queste pozze di sangue rimaste sul viottolo verde che dalla strada porta verso casa. I carabinieri stanno cercando tracce di un agguato a cui nessuno ha assistito se non l’aggressore, che ancora nessuno sa chi sia, e la vittima, che è Tiziano Giorgetti, cinquant’anni, inoccupato, domiciliato qui, a Santa Maria Albiano, borgo di una decina di anime o poco più sulle colline lontane di Camaiore, così lontane che è quasi Lucca.
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Un pugno di case, una chiesa, un castello, un bar, con annessi tabacchi, ristorante e alimentari e un’unica via sempre deserta. Nessuno ha visto o sentito qualcosa in paese. Tutto è successo cento metri più a valle, davanti alla casa isolata della famiglia di Giorgetti. Sono le undici circa quando il 50enne arriva davanti all’abitazione. Scende dall’auto, prende i sacchetti della spesa e si immette nella stradina buia. Ed è lì che sente il primo colpo, fortissimo, in testa. Sente una lama entrare nel cranio. Probabilmente è una falce. Poi un altro colpo, nell’addome, e un altro ancora nella schiena. Cade a terra in una pozza di sangue. Il suo aggressore scappa, prima che lui – stando a quanto racconterà poi ai militari – riesca a vederlo in faccia e a capire chi sia.
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Si rialza con le poche forze rimaste. Si trascina fino alla porta di casa, riesce ad aprirla e si butta a terra. L’anziana madre, Giorgia Giannelli, 81 anni, dal letto sente il tonfo e esce dalla camera. Vede le ferite, vede il sangue, inizia a tremare, non capisce. Chiede al figlio cosa è successo. Lui non riesce a parlare. Il colpo in testa deve aver limitato le sue funzioni cerebrali. Fa segno con la mano di voler scrivere. La madre capisce. Prende una penna e un foglio e glieli porge. Lui scrive tremolante: aggressione-chiama carabinieri-118. E la madre esegue. Chiede aiuto.
L’ambulanza più vicina è comunque lontanissima, ma arriva in tempo per portare il ferito al pronto soccorso e a salvarlo. Dall’ospedale Versilia viene trasportato nel cuore della notte al Cisanello di Pisa dove viene operato d’urgenza. Adesso è in rianimazione: la prognosi è riservata, anche se dovrebbe essere fuori pericolo. I carabinieri aspettano che si riprenda per parlare (nuovamente) con lui. La sua testimonianza, la sua storia è fondamentale per ricostruire l’accaduto.
Gli uomini dell’Arma stanno seguendo tutte le piste e ancora non possono escludere alcuna ipotesi. Anche se, fra le tante, la tentata rapina sembra essere quella meno probabile. L’aggressore non ha portato via soldi o oggetti dopo l’agguato. E allora è stata una violenza gratuita o una vendetta? E per cosa, poi? L’attività e le conoscenze di Giorgetti saranno elementi di indagine. Per il momento si sa che da qualche anno il 50enne si è trasferito in Canada, dove vive una parente. Sta ancora cercando di prendere la cittadinanza, quindi ogni sei mesi deve tornare in Italia. Ed era rientrato da qualche giorno, quando è stato aggredito.
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