Il Tirreno

Versilia

mobilitÀ su due ruote 

Un solo sottopasso adatto alle biciclette

Donatella Francesconi
Un solo sottopasso adatto alle biciclette

È quello di via Cei, non facile da affrontare per gli anziani In sei mesi tre ciclisti investiti sui cavalcavia cittadini

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VIAREGGIO. È l’unico sottopasso ciclabile - se si esclude quello che transita dalla stazione, ben più impegnativo per gli anziani - che collega le due parti di città, di qua e di là dalla ferrovia. Costruito con l’intento di proseguire sottostrada anche per il tratto di attraversamento della strada termina, invece, con l’attraversamento a semaforo pedonale sulla via Vespucci. La polizia municipale ne ricorda l’esistenza e l’utilizzo consigliato ai ciclisti. Ma la comodità dei due sottopassi - via Cei e stazione ferroviaria - è piena se la destinazione finale del ciclista è il centro città, dotato di aree ciclabili in via Fratti ed in Passeggiata.

Se, invece, da Varignano, Terminetto, Migliarina si deve raggiungere pineta di Ponente, Marco Polo, zona della Cittadella del Carnevale, allora si finisce inevitabilmente per fare un tratto ben più lungo e pericoloso - la rotonda di via Cei è una roulette russa per ogni ciclista - di quanto non tocchi scendendo dal cavalcavia Barsacchi, molto ripido per una due ruote senza rapporti.

E non solo:il sottopasso ciclabile di via Cei impone di scendere dalla due ruote imboccandolo e uscendone grazie agli ostacoli installati per evitare l’accesso alle due ruote a motore. Se si hanno le borse della spesa, un bambino sul seggiolino, o non si è agilissimi l’impresa è difficoltosa. Senza contare sporcizia e scarsa illuminazione che non lo rendono appetibile soprattutto per donne ed anziani.

Insomma: nel 2019 attraversare la città da una parte all’altra dei binari ferroviari è ancora impresa molto rischiosa. Appena nel dicembre dello scorso anno, un ciclista che stava imboccando il cavalcavia ai piedi della Torre Matilde è stato travolto da un furgoncino. Il mezzo ha divelto anche il guardrail di ferro che separa la carreggiata dal passaggio pedonale. L’uomo, 65 anni, è finito sotto il furgone. Nel marzo di quest’anno, invece, un uomo di 77 anni - mentre era in sella alla propria bicicletta sul cavalcavia dell’asse di penetrazione - è stato colpito dallo specchietto di un’auto in arrivo da dietro. L’impatto ha sbalzato a terra il ciclista.

Certo, sui vecchi cavalcavia - Barsacchi compreso - non si può intervenire per tracciare percorsi ciclabili. E il cavalcavia più nuovo, quello dell’asse di penetrazione, è nato - tra molte contestazioni - senza ciclabile in quanto progettato come strada extra-urbana, ottenendo per questa qualifica i finanziamenti della Regione. Ma arrivare a definire una vera rete ciclabile in una città come Viareggio che all’utilizzo delle due ruote deve la qualità della vita proposta soprattutto nella bella stagione, potrebbe portare a rendere più chiari i percorsi possibili per le due ruote e a prendere provvedimenti, per esempio di ulteriori limitazioni di velocità, nei tratti più pericolosi.

Ed inoltre: che ne è dei 250.000 euro che Mover avrebbe dovuto investire in lavori sulle piste ciclabili tra 2017 e 2019 come da Documento di programmazione della società pubblico-privata? —

Donatella Francesconi

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