Il presidio
Piano d’emergenza per pronto soccorso e 118: mancano almeno sei medici
L’Asl: non li troviamo, per ora costretti a riorganizzare i turni Nel frattempo arrivano otto infermieri di rinforzo a giugno
L’emergenza è in emergenza. All’ospedale Versilia mancano almeno sei medici tra pronto soccorso e 118: una situazione che è comune a tutta l’Asl, al resto della Regione e dell’Italia intera. Perché gli specialisti della medicina d’urgenza da assumere non si trovano: ce ne sono troppo pochi rispetto al fabbisogno.
Di conseguenza al momento non arrivano i medici di rinforzo, tra cui alcuni neolaureati, annunciati tempo fa. «Non ci saranno prima dell’autunno», spiega l’Asl. Arrivano, invece, gli infermieri: otto in più, tra pronto soccorso per adulti e pronto soccorso pediatrico, saranno in servizio dal 15 giugno. Più il solito ampliamento di orario della sala gessi, che sarà aperta fino alle 24 grazie a un altro infermiere e un ortopedico di turno. L’estate, comunque, si annuncia caldissima. Per risolvere il guaio dei medici mancanti ci sarà una riorganizzazione dei turni tra 118 e pronto soccorso, con incentivi al personale che subirà maggiori carichi di lavoro.
«Inutile nascondere – afferma Ferdinando Cellai, viareggino e direttore dell’Emergenza-urgenza dell’Asl – che la situazione è complicata, facciamo grande fatica anche a coprire i turni medici nei nostri pronto soccorso e nelle strutture di emergenza sul territorio. Stiamo garantendo i servizi grazie alla disponibilità ed all’impegno del nostro personale e facendo ricorso a tutte le possibilità che la normativa ci consente. Ma chiediamo anche il supporto dei cittadini e delle istituzioni, ai quali chiediamo di starci vicini in questo frangente. In attesa che le iniziative intraprese a livello regionale ad aziendale ci diano un po’ di respiro. La questione è, infatti, da tempo all’attenzione della direzione aziendale e della Regione, che hanno attivato percorsi ad hoc».
«Il problema del reperimento del personale medico non ci piove addosso all’improvviso – prosegue Cellai – Sono anni che si mettono in atto tutti gli adempimenti necessari all’assunzione di nuovi operatori. Purtroppo la carenza di specialisti è arrivata ad una evidenza tale che con i vari bandi di concorso, di mobilità, di contratti libero-professionali, si riescono a reclutare pochi professionisti, assolutamente insufficienti a coprire il fabbisogno. Che ora in tutto il territorio della nostra Asl è arrivato complessivamente a più di 40 unità tra 118 e pronto soccorso. Per colmare questa carenza, oltre che lavorare intensamente per il reperimento di nuovo personale, cosa che necessita di tempi lunghi, è possibile la revisione di alcuni aspetti dell’organizzazione complessiva del nostro dipartimento».
In Regione sono stati costituiti un gruppo tecnico, che comprende anche il primario del pronto soccorso del Versilia Giuseppe Pepe, ed un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per affrontare il problema ed trovare ulteriori soluzioni. L’idea è quella di assumere personale anche neolaureato, che però non arriverà prima dell’autunno, e riorganizzare nel frattempo i turni in ospedale e nei servizi di soccorso del 118 sul territorio.
«Un altro fronte, a più lunga scadenza – afferma Cellai – è il lavoro che si sta portando avanti per ridurre la quota di accessi impropri, con valide risposte alternative a livello territoriale, che consentano una diversa gestione della casistica che attualmente accede al pronto soccorso». Ma questo, con l’estate e i turisti in arrivo, è l’obiettivo che appare meno alla portata. —
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